Gallerie, mostre, cataloghi sono concetti noti a chi investe in opere d'#Arte. In genere le persone che hanno a disposizione un patrimonio consistente trovano nel mercato di oggetti antichi e moderni di pregio un'interessante opportunità di guadagno, soprattutto se riescono a creare una collezione in cui riunire molti materiali con una tematica comune. Comprare opere d'arte e conservarle è il primo passo per avvicinarsi a un mercato in cui si sono raggiunte cifre da record per la vendita di quadri di artisti come Andy Warhol, Pablo Picasso o Amedeo Modigliani: una delle creazioni dell'artista italiano, il Nu couché, è stato acquistato per 170,4 milioni di dollari, mentre Les femmes d’Alger dell'autore di Guernica è stato battuto all'asta per 179,3 milioni di dollari.

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A un dipinto di Warhol, Silver car crash (double disaster), è stato dato il valore di 105,4 milioni di dollari, ma il quadro venduto al maggior prezzo in assoluto, 300 milioni in moneta americana, è Nafea fai ipoipo di Paul Gauguin.

Analisi del mercato svolte negli ultimi mesi confermano la tendenza di buona parte degli italiani, soprattutto quelli più facoltosi, a comprare opere d'arte di artisti noti ed emergenti che con il passare del tempo possono aumentare di valore. Secondo le ricerche 2015 dell'”Associazione italiana private banking” una buona percentuale delle famiglie del nostro paese vorrebbe trovare in banca consigli e suggerimenti sui metodi per investire nell'arte; anche i management degli istituti di credito ormai da anni vedono nel mercato dello scambio di oggetti di valore artistico una modo per gestire al meglio le risorse finanziarie dei propri clienti: una soluzione alternativa in un periodo in cui si assiste alle riduzione delle performance in termini di redditività degli investimenti più tradizionali e conosciuti.

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La maggior parte delle persone che si dedica al collezionismo non mira solamente ad acquisire opere d'arte per interesse filantropico o incrementare le proprie raccolte di oggetti rari e preziosi, ma pensa pure a ottenere un possibile profitto: come per altre forme di investimento i guadagni non sono garantiti, ma sono stati anche registrati casi in cui quadri di arte moderna, classica o contemporanea hanno raddoppiato il proprio valore. Tralasciando simili casi eccezionali, i rendimenti in questo mercato sono più contenuti e possono arrivare a punte del 14-17%; in media però il ritorno economico degli investimenti si aggira tra 5,8% e il 9,8% per l’arte contemporanea: performance comunque maggiori rispetto a forme di risparmio comuni. Si tratta quindi di un settore che richiede competenze specifiche e continui aggiornamenti sugli artisti emergenti e su quelli che invece hanno già raggiunto la fama e il successo. Se per grandi nomi della pittura dei secoli scorsi i prezzi sono particolarmente elevati, le migliori opportunità si riscontrano sui giovani talenti (i flip artist) che riescono a distinguersi per stile e originalità dei concetti espressi: comprare un quadro di un artista ancora poco conosciuto e promettente a un prezzo accessibile può garantire buoni guadagni in tempi medio-lunghi, ma anche rivelarsi un investimento poco redditizio, specialmente se il pittore o lo scultore non riesce a farsi un nome.

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Spesso a fare la fortuna di un artista sono i galleristi che in genere fanno conoscere alle persone interessate a comprare opere d'arte alcuni nomi: in questo modo riescono a mantenere vivo l'interesse su questi talenti e quindi anche alte le quotazioni dei loro lavori. In un contesto simile è difficile, soprattutto se si è alle prime armi nel mercato delle aste d'arte, riuscire a ottenere grandi guadagni: per investire in quadri non bisogna lasciarsi trasportare dal gusto personale o dall'emotività e tenere presente che il curriculum di un artista è importante quanto la sua presenza a mostre e all'abilità del mercante che lo promuove.