Pensione anticipata donne e pensioni lavoratori precoci: le ultime notizie sul fronte previdenziale raccontano uno scenario come sempre aperto a diversi cambiamenti (al di là che questi poi vengano effettivamente messi in atto). In ultimo troviamo la volontà di tagliare pensioni d'argento e d'oro da parte del commissario alla spending review Cottarelli, l'evoluzione della vicenda dei Quota 96 della scuola, una nuova relativamente piccola salvaguardia per gli esodati, ma per quanto riguarda la pensione anticipata delle donne, in relazione allo specifico problema dell'infrazione UE per disparità uomo-donna, e per quanto riguarda le pensioni dei lavoratori precoci e le pensioni per lavori usuranti o notturni, permane il silenzio.

Vediamo quindi di fare il punto della situazione. Per la pensione anticipata delle donne l'anzianità contributiva è fissata a 41 anni e sei mesi (dal 1° gennaio 2014, attenzione), mentre per gli uomini (sempre dal primo gennaio) si parla di 42 anni e 6 mesi. L'Europa ha aperto una procedura di infrazione per disparità di trattamento: come si comporterà il Governo? Potrebbe abbassare l'anzianità contributiva per gli uomini, possibilità remotissima in cui non crede nessuno, potrebbe alzare l'età per la pensione anticipata donne, possibilità in assoluto più temuta, oppure tergiversare affrontando l'UE. Per il momento la soluzione che il Governo intende perseguire resta un mistero.

Per quanto riguarda le pensioni dei lavoratori precoci, le pensioni per lavori usuranti o notturni, l'oblio sembra totale: nessuno ne parla da tempo e le possibilità di vedere cambiamenti in tempi brevi, modifiche che rispecchino lo status particolare delle categorie, sembrano ormai minime. Sarebbe ora che almeno qualche esponente politico battesse un colpo in favore delle pensioni di lavoratori precoci e usuranti: quanto meno se ne tornerebbe a parlare.