Nell'ambito della riforma pensioni, il ritiro anticipato è uno dei temi più caldi del momento. Se il ministro del lavoro Enrico Giovannini sta in questi giorni dettagliando la proposta del "prestito pensionistico", per le donne nello specifico si discute della possibilità di continuare ad utilizzare l'"opzione contributivo" fino al 2015. Vediamo di cosa si tratta.

Pensione anticipata donne con l'opzione contributivo

L'opzione contributivo è stata introdotta dalla riforma delle pensioni Maroni, nell'anno 2004 (nello specifico con il comma 9 dell'articolo 1 della legge n. 243/2004). Si tratta della possibilità offerta alle donne lavoratrici di ritirarsi dall'attività al raggiungimento dei requisiti di:

  • 57 anni di età e 35 di contributi se dipendenti
  • 58 anni di età e 35 di contributi se autonome

L'unico vincolo è quello di calcolare l'assegno pensionistico interamente con il sistema contributivo, ovvero sulla base degli effettivi contributi versati anziché sulla media delle ultime retribuzioni. Un sistema di calcolo che si calcola fornisca come risultato importi minori in media del 20-25% rispetto al retributivo. 

Opzione contributivo: i termini stringono

Fino a quando può essere utilizzata l'opzione contributivo per la pensione anticipata? Il termine originariamente previsto era la fine dell'anno 2015. Successivamente l'Inps, con la circolare n. 35 del 2012, ha anticipato il termine per questioni di calcolo.

Tenendo conto dell'incremento dell'aspettativa di vita, i requisiti per tale opzione sono diventati 57 anni e 3 mesi per le lavoratrici dipendenti, 58 anni e 3 mesi per le autonome. Inoltre, considerando le "finestre mobili" (che comportano un tempo di attesa di 12 e 18 mesi tra il raggiungimento dei requisiti e l'effettivo pensionamento), il termine per la maturazione di tali requisiti è stato anticipato di fatto al 31 maggio 2014 per le lavoratrici autonome, al 30 novembre 2014 per le dipendenti private, al 30 dicembre per le impiegate pubbliche. 

Pensione anticipata donne, opzione contributivo in vigore fino al 2015? 

L'ultimo capitolo della vicenda è una risoluzione della Commissione Lavoro del Senato, che nel mese di novembre 2013 ha richiesto di ripristinare, per l'opzione contributivo, il termine originario di fine 2015 e di considerare entro tale termine il raggiungimento dei requisiti, non l'effettivo pensionamento. La richiesta all'Inps è quindi di modificare la circolare del 2012. 

Il dibattito dentro e fuori il Parlamento è aperto: se essa verrà accolta, molte lavoratrici italiane potranno scegliere la pensione anticipata anche nei prossimi due anni.