Riforma pensioni: con gli sconvolgimenti in atto a Roma e le incognite sul nuovo governo Renzi, vige molta confusione anche sui possibili cambiamenti da apportare al sistema previdenziale italiano. Dato ormai per scontato l'addio del ministro del lavoro Enrico Giovannini, ci si chiede in primo luogo che fine farà la sua proposta per la pensione anticipata mediante prestito pensionistico, e poi quali saranno le mosse dell'esecutivo su temi cruciali come i Quota 96 e gli esodati ancora senza salvaguardia.

Inoltre, si registra la protesta degli avvocati sul contributo minimo e il documento della minoranza PD proposto da Cesare Damiano. Vediamo gli ultimi aggiornamenti.

Riforma pensioni 2014: pensione anticipata alla Giovannini, quali prospettive?

Nel caso di allontanamento di Enrico Giovannini, sarà forse accantonata, o perlomeno rivista, la sua formula di pensionamento anticipato con prestito pensionistico. Uno strumento su base volontaria che, almeno nella sua prima formulazione, prevedeva che il lavoratore prossimo al raggiungimento dei requisiti pensionistici potesse scegliere di ritirarsi dall'attività ricevendo un assegno pari ad una percentuale del proprio stipendio, (erogata in parte dall'Inps, in parte dall'azienda di appartenenza) da restituire poi mediante una decurtazione mensile sull'assegno pensionistico finale.

Una formula del genere, accolta con favore dalle parti sociali e da molti politici, non sembra però essere nelle prime priorità di Renzi, che negli ultimi mesi non vi ha mai fatto cenno. Molto, in ogni caso, dipenderà dal ministro del lavoro scelto.

Pensioni Quota 96 della scuola, a che punto siamo?

Tra i Quota 96 è ancora cocente la delusione per l'ennesimo rinvio della Commissione Bilancio della Camera, il 13 febbraio scorso. L'iter parlamentare del nuovo testo unificato C. 249 Ghizzoni e C. 1186 Marzana, che estende la possibilità del pensionamento con i requisiti pre-vigenti la riforma Fornero al personale scolastico che abbia raggiunto tali requisiti entro l'anno scolastico 2011/2012, si è incagliato nuovamente.

Il problema riferito dalla Ragioneria dello Stato risiede nella relazione della questione Quota 96 con quella degli esodati: tra i due temi, a questi ultimi andrebbe la priorità, visto che essi sono al momento senza lavoro e senza pensione.

L'ultima iniziativa del Comitato Civico Quota 96 è la diffusione di volantini per fare pressione sul nuovo governo e sulle diverse forze politiche, al grido di "No pensione? No voto!".

Riforma pensioni 2014: la protesta dei giovani avvocati

Intanto, si registra la protesta dei giovani avvocati contro il nuovo regolamento della Cassa forense, l'ente previdenziale di categoria. La nuova normativa, introdotta dalla riforma del governo Monti, è un colpo durissimo ai loro risparmi, in quanto d'ora in poi anche chi ha un reddito basso sarà costretto a versare un minimo contributivo, pena la cancellazione dall'albo.

Riforma pensioni, intervengono Damiano e la minoranza PD

Nel frattempo Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, dal suo sito ufficiale informa che "è in preparazione un documento della minoranza del PD che vuole indicare le priorità politiche, economiche e sociali che dovrà affrontare il futuro Governo".

Tra tali priorità "è importante correggere il sistema pensionistico per risolvere definitivamente il problema degli 'esodati', come promesso dallo stesso Renzi, e per introdurre un criterio di flessibilità nell'uscita dal lavoro verso la pensione che favorirebbe il turnover e, quindi, l'occupazione dei giovani".