La questione della riforma delle pensioni per il 2014, oltre a rappresentare una brutta gatta da pelare per il nuovo governo Renzi, presenta in questi ultimi giorni alcune novità di rilievo. Le news che vi presentiamo hanno come denominatore comune la volontà di comprendere quali sono le intenzioni del nuovo governo: da una parte segnaliamo il pressing che i sindacati confederali stanno facendo al governo Renzi affinché si prenda in carico seriamente la questione di una riforma dell'intero comparto pensionistico, dall'altra segnaliamo un'altra forma di pressing, questa volta del solito Damiano, per quanto riguarda le pensioni anticipate.

Pensioni 2014: il pressing dei sindacati sul governo Renzi

Le segreterie dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL fanno sapere di aver chiesto un incontro ufficiale con il nuovo Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, affinché si discuta in maniera seria e programmatica di una serie di questioni che affligge il sistema previdenziale italiano, dagli esodati, alle pensioni scuola, dalle pensioni anticipate a quelle per lavoratori usuranti e precoci.

Secondo quanto riportato nel documento che presenta le firme dei tre segretari confederali, Vera Lamonica della CGIL, Maurizio Petriccioli della CISL e Domenico Proietti della UIL, quanto è avvenuto con gli interventi del dicembre 2011, per quanto riguarda le pensioni, è una cosa gravissima che rischia di mettere l'Italia in una situazione insostenibile dal punto di vista sociale. Il 2014 in questo senso è un anno decisivo per l'andata a regime della riforma delle pensioni.

I segretari confederali insistono sul fatto che la riforma delle pensioni Fornero è insostenibile e che bisogna cominciare a pensare alla possibilità di garantire nuovamente una pensione dignitosa agli italiani, attraverso anche una forma di previdenza complementare, ma che sia però alla portata di tutti. Infine, la riforma delle pensioni 2014 passa anche per una riforma della governance dell'INPS di cui si è smesso da tempo di parlare.

Pensioni 2014 news da Damiano

Per quanto riguarda invece le pensioni anticipate, torna, come si suol dire, alla carica Cesare Damiano, colui che aveva formulato varie ipotesi per permettere una maggiore flessibilità in uscita per alcune categorie di lavoratori particolarmente penalizzate dalla riforma delle pensioni Fornero. 

Cesare Damiano è intervenuto in questi ultimi giorni sulla questione delle pensioni 2014. Ribadisce che è necessario da un lato permettere uscita anticipata per tutti i lavoratori in un'età che sia compresa tra i 62 anni e i 70 anni dall'altro lavorare sulle penalizzazioni dell'attuale riforma delle pensioni Fornero in vista di un accrescimento della flessibilità.

Il problema però risulta essere sempre lo stesso. Dove prendere i soldi necessari per la copertura economica di una riforma che, seppur limitata ad alcuni settori, avrà certamente un costo decisivo per le finanze dello Stato? Insomma, per il momento bisogna ancora attendere, ma segnali positivi per il mondo delle pensioni 2014 sembrano arrivare.