La riforma del lavoro 2014 diventa effettiva in seguito al decreto legge del governo Renzi che cambia i contratti a termine o a tempo determinato. Che cosa cambia e come funzionano questi contratti con il jobs act del premier e del ministro del Lavoro Poletti? Innanzitutto va detto che questa è solo una prima parte della riforma del lavoro, e che la seconda è quella che dovrebbe portare al famoso contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Difficile capire come questa seconda parte della riforma del lavoro 2014 potrà conciliarsi con quanto vediamo oggi, e che mostra dei contratti a termine ancora più flessibili di quanto già prima non fossero. Il tutto, ovviamente, con la speranza che almeno questi cambiamenti portino a nuove assunzioni. Come funziono quindi i contratti a tempo determinato adesso? Innanzitutto la durata senza spiegare l'inquadramento del dipendente non è più di 12 mesi rinnovabile una sola volta, ma di 36 mesi. All'interno di questi tre anni si può rinnovare fino a un massimo di otto volte.

La riforma del lavoro 2014 poi punta anche parecchio sulla continuità del lavoro, per cui non ci dovrà più essere la pausa di 10 o 20 giorni tra un contratto e l'altro prima di poterlo riassumere. Questi contratti non potranno però superare la quota del 20% dell'organico della società, sempre che non ci siano accordi diversi nel contratto collettivo aziendale.

Infine cade in questa riforma del lavoro 2014 la regola che voleva che per assumere nuovi apprendisti si fosse dovuto assumere almeno il 30% degli apprendisti che già lì lavoravano. Ora non ci sarà più nessuna condizione per il non rinnovo dei "vecchi" e l'assunzioni di nuovi apprendisti.