Con il passare dei giorni sembra finalmente chiarirsi la linea adottata dal Governo Renzi sul tema dei lavoratori disagiati e della relativa possibilità di offrire loro una fuoriuscita dall'impiego. Purtroppo dal punto di vista dei conti pubblici la situazione del Paese è tornata a essere critica; nonostante il Bonus degli 80 euro e i pagamenti degli arretrati da parte della pubblica amministrazione, nell'ultimo trimestre l'Italia è entrata nuovamente in recessione. È chiaro che l'avvitamento dell'economia su se stessa ha conseguenze anche sulle possibilità di manovra dell'esecutivo, che si è trovato improvvisamente con molte meno risorse di quelle ipotizzate all'inizio dell'estate 2014.

La beffa delle Pensioni irraggiungibili: esodati, precoci, usuranti, quota 96, disoccupati in età avanzata

Proprio durante l'estate il dibattito era maturato con diverse ipotesi attuative, congetture che perlomeno inizialmente sono state ideate per poter risolvere la beffa di coloro che si sono visti modificare i criteri di accesso alla previdenza a pochi anni dal pensionamento. Infatti, con la Riforma Fornero avvenuta nel 2011 lo Stato ha ottenuto importanti risparmi previdenziali, ma la velocità con cui è stata presa la misura non ha permesso di calibrare la sua entrata in vigore rispetto alle situazioni di coloro che risultavano in prossimità dell'ingresso nell'Inps. In questo modo, si sono venute a creare anche situazioni paradossali, come quelle degli esodati rimasti senza impiego e al contempo senza possibilità di avere un reddito da pensione, oppure dei lavoratori precoci o di chi ha svolto lavori usuranti, che si sono visti alzare l'asticella dell'età anagrafica nonostante i contributi versati fossero sufficienti a maturare l'assegno.

Per non parlare dei Quota 96 della scuola, insegnanti e lavoratori ATA che hanno già maturato il diritto alla pensione, ma che sono stati obbligati a rimanere sul luogo di lavoro in modo retroattivo.

L'ipotesi di pensione anticipata sembra sfumare, unica salvaguardia per esodati

Purtroppo per la maggior parte dei lavoratori disagiati o dei disoccupati citati in precedenza, non sembrano esserci grandi possibilità di soluzione nel breve termine.

Sulla base delle risorse attualmente disponibili, il Governo Renzi riuscirà appena ad assicurare la sesta salvaguardia per i lavoratori esodati. Riguardo le altre situazioni, il dibattito sembra chiuso o rimandato a data da destinarsi. Nonostante negli ultimi mesi sono circolate diverse ipotesi, nessuna di queste sembra ora poter trovare le adeguate coperture finanziarie.

Si parte dal prestito Inps, con il quale l'istituto di previdenza italiano avrebbe anticipato una parte dei contributi necessari, fino alla pensione anticipata con 62 anni di età e 35 di contribuzione, contro una piccola penalizzazione sulla mensilità erogata dell'1% o del 2% per ogni anno mancante rispetto ai requisiti Fornero.

La legge di stabilità 2015 non prevede discussioni su temi previdenziali

A mettere le cose in chiaro è stato lo stesso Premier Renzi, che in un'intervista per il programma "Porta a porta" ha negato l'intento di toccare il tema delle pensioni nel breve termine, salvaguardando però anche gli attuali pensionati contro qualsiasi ipotesi di contributo di solidarietà. Ma è il Ministro del lavoro Giuliano Poletti a mettere la parola fine sulla possibilità di riformare la previdenza nel breve termine "in questo momento non c'è nessun progetto che riguardi le pensioni da nessun punto di vista" avrebbe dichiarato recentemente, in merito alla prossima legge di stabilità 2015.

Mentre resta confermata l'apertura per la questione degli esodati: "dobbiamo trovare il modo per far sì che chi perde il lavoro e non può ritrovarlo, abbia almeno un reddito minimo per poter arrivare alla pensione […] Cercheremo di mettere dentro alla Legge di Stabilità uno strumento per le persone avanti nell'età del lavoro, che non hanno ancora maturato il diritto al pensionamento".