Le ultime notizie Scuola riguardanti il Miur, ad oggi sabato 6 febbraio 2016, non sono affatto buone per il dicastero con sede in Viale Trastevere: vi abbiamo parlato ieri del suo commissariamento in considerazione dell'ordinanza del Consiglio di Stato a favore dell'assunzione di 3.000 docenti precari con diploma magistrale.

Ultime news scuola sabato 6 febbraio 2016: nuova sentenza pro docenti con oltre 36 mesi di servizio

Quest'oggi, invece, vorremmo portare all'attenzione dei nostri lettori una nuova ed importante sentenza, proveniente dal Tribunale di Tolmezzo (Udine) attraverso la quale il Ministero dell'Istruzione è stato condannato al riconoscimento della progressione stipendiale per i ricorrenti: la sentenza, infatti, ha dichiarato come illegittima la reiterazione dei contratti a tempo determinato e, di fatto, ha equiparato il servizio prestato dai docenti in qualità di supplenti al lavoro svolto dagli insegnanti di ruolo non solo per quanto riguarda le prestazioni lavorative ma anche sotto il profilo dell'esperienza professionale maturata.

A dare notizia del nuovo successo giuridico ottenuto dai docenti precari della scuola pubblica italiana è lo studio degli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, gli stessi legali che si sono occupati del maxi ricorso dei 3000 insegnanti con diploma magistrale che hanno conseguito il diritto all'immissione in ruolo.

Miur condannato al risarcimento danni e alla ricostruzione della carriera docenti

Il Tribunale di Tolmezzo chiama in causa, ancora una volta, il superamento del limite di 36 mesi, riconoscendo l'illegittimità della successione dei contratti a termine quando, in particolare, oltrepassano tale limite: in questo caso il docente non fa altro che svolgere analoghe mansioni presso lo stesso datore di lavoro.

La sentenza parla di violazione di un termine di durata, fissato dall'Unione Europea quale misura di tutela a favore del personale scolastico, proprio al fine di evitare gli abusi riconducibili all'utilizzazione di forme di impiego non stabili.Riconoscendo tali diritti ai ricorrenti, il Tribunale friulano ha ordinato il risarcimento di una cifra ammontante a circa 30.000 euro destinata a ciascun ricorrente, per effetto della ricostruzione della carriera.