"Io ho depositato una proposta sulla flessibilità nel lontano 2013, da tre anni mi batto insieme all'On. Gnecchi ed ai miei colleghi della Commissione lavoro affinché questo argomento entri nell'agenda politica del Governo ed è entrato": lo ha affermato il Presidente della Commissione lavoro alla Camera questa mattina, durante un suo intervento alla trasmissione televisiva "Coffee Break" sul canale La7. Per quanto concerne la scadenza entro la quale si darà forma al provvedimento, il Parlamentare indica "la legge di stabilità o appena prima, ma una qualche soluzione verrà fuori. Dopodiché mi pare che siamo ancora agli inizi, alle prime schermaglie", indicando come la discussione verti ancora su quale sia il migliore meccanismo da adottare per dare seguito ai pensionamenti flessibili.

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Ovviamente, l'esponente democratico indica la bozza 857 del 2013 a firma dello stesso Damiano e di Gnecchi ed altri come la soluzione più naturale per correggere le rigidità della Manovra Fornero.

Pensioni flessibili, l'anticipo sui criteri di uscita è una misura di civiltà

Stante la situazione, negli ultimi giorni il dibattito sembra essersi spostato proprio sui parametri scelti come base per impostare la flessibilità in uscita dal lavoro. "La proposta che noi abbiamo avanzato parla di una penalizzazione del 2%, con l'8% massimo per 4 anni di anticipo, mentre l'altra proposta è con 3 anni di anticipo" spiega l'On. Damiano. "Renzi parla di una penalizzazione dall'1% al 4%? Se intende dire che quelli fino a 1000 € hanno solo l'1%, quelli a 2000 € hanno il 2% e quelli a 3000 € hanno il 3% ci può pure stare perché io credo che dobbiamo difendere le persone più deboli ed il ceto medio - basso del lavoro".

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In merito invece alle #Pensioni flessibili, l'esponente Dem spiega che si tratta di "una misura di civiltà, il sistema previdenziale è troppo rigido e per questo deve essere flessibilizzato".

Riforma pensioni 2016: On. Damiano contro il prestito pensionistico

In merito al meccanismo del prestito previdenziale, il Presidente della Commissione lavoro torna a definirsi contrario ad un accordo con il mercato del credito privato. "Io sono contrario al prestito, non è che lo dico adesso, l'ho detto dall'inizio... e penso che la soluzione debba essere molto semplice. Dev'essere l'#Inps ad erogare l'anticipo della pensione, sulla quale si possono applicare delle penalizzazioni. E ripeto che dev'essere almeno di 4 anni, perché 3 anni sono troppo pochi". Infine, il parlamentare ricorda ancora una volta la problematica di coloro che sono rimasti bloccati fuori dall'Inps pur avendo accumulato alle proprie spalle diversi decenni di versamenti. "Non dimentichiamo i cosiddetti lavoratori precoci, quelli che hanno iniziato a lavorare a 15 anni e che devono rientrare in una soluzione che consenta loro, soprattutto se hanno perso il lavoro, di approdare in pensione".

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