Gli ultimi dati Istat in materia di lavoro sono allarmanti a 360 gradi. Se da un lato la disoccupazione cresce e il 40% dei giovani è senza lavoro, se le famiglie sotto la soglia della povertà sono in aumento, altrettanto vero che centinaia di migliaia di aziende chiudono per fallimento ogni anno. Le piccole imprese, quelle commerciali per esempio, sono tra le più vessate dalla crisi e sono quelle che in maggior numero chiudono i battenti. L’#Inps per la chiusura delle attività avvenute entro lo scorso 31 dicembre, ha un incentivo da richiedere entro il 31 gennaio. Ecco di cosa si tratta ed a chi si rivolge.

Un reddito ponte

L’incentivo di cui parliamo è previsto dall’INPS ed è una erogazione di denaro pari a 500 euro mensili. Il contributo assegnato durerà fino a quando il beneficiario arriverà all’età prevista oggi per la pensione di vecchiaia, che è fissata a 66 anni e 7 mesi per gli uomini o 66 ed un mese per le donne, come Legge Fornero ha disposto. Un reddito ponte per garantire sostentamento a soggetti che senza il proprio lavoro si troverebbero senza reddito. Si tratta del cosiddetto indennizzo per chiusura attività e si rivolge a quei commercianti che hanno chiuso in maniera definitiva la propria attività entro la fine del 2016. La misura è del lontano 1996 e di proroga in proroga è stata oggetto di un ultimo aggiornamento nella Stabilità del 2014 che di fatto ha portato la misura a scadere definitivamente nel 2016.

Beneficiari e requisiti

Naturalmente la misura non si rivolge alla totalità dei commercianti che chiudono, ma bisogna rispettare determinati parametri. I potenziali beneficiari sono:

  • Titolari o coadiuvanti di attività al minuto con una sede ben definita
  • Gli esercenti bar, ristoranti e in generale il settore Food & Beverage
  • I titolari di attività concesse su suolo pubblico o da Pubbliche Amministrazioni
  • Agenti e rappresentanti di commercio

I requisiti di accesso sono i 62 anni di età se uomini o i 57 se donne e devono essere stati compiuti alla data di presentazione dell’istanza. Inoltre, serve essere iscritti da almeno 5 anni agli elenchi della Gestione Commercianti INPS e Camera di Commercio. Per presentare istanza bisogna utilizzare il Modello AP 95 predisposto dall’INPS che va consegnato allo stesso Istituto di Previdenza Sociale. Per poter ottenere il benefit bisogna riconsegnare la licenza al comune che la ha rilasciata e chiedere la cancellazione dagli elenchi della Camera di Commercio della Provincia di appartenenza.

L’indennizzo è commisurato alla pensione minima del settore e viene erogato mensilmente come un vero e proprio assegno previdenziale. La tassazione a cui è soggetto il benefit è la stessa delle pensioni, ma non prevede perequazione, assegni familiari e maggiorazioni. Inoltre, da punto di vista contributivo, gli anni in cui si percepirà l’indennizzo avranno valenza figurativa. #indennizzo commercianti #Crisi economica