Il Governo Gentiloni non cambia direzione rispetto alla linea dettata dall'ex premier Matteo Renzi sui provvedimenti di clemenza generale ad efficacia retroattiva come #amnistia e #indulto, auspicati in diversi appelli anche da Papa Francesco. A ribadire la posizione contraria dell'esecutivo è il ministro della Giustizia Andrea Orlando. "Ho ereditato una situazione di sovraffollamento carcerario dopo il provvedimento di indulto del 2006", ha affermato il guardasigilli commentando con l'Agi l'approvazione, mercoledì scorso con voto di fiducia a Palazzo Madama, del disegno di legge di riforma del processo penale ora in attesa del via libera definitivo a Montecitorio.

Indulto e amnistia, il no del Governo Gentiloni

"In questo Paese - ha aggiunto il titolare del dicastero di via Arenula - si fanno misure straordinarie, poi si ricomincia daccapo". Parlando di carceri nel corso del forum dell'Agi "Viva l'Italia", il ministro della Giustizia ha dato i numeri aggiornati sul sovraffollamento penitenziario in Italia. "Siamo passati - ha detto - dal 136% di sovraffollamento al 105-106% di quest'anno. I posti regolamentari - ha poi aggiunto - sono aumentati da 44mila a 50mila. Nella legge approvata - ha proseguito Andrea Orlando parlando della riforma del processo penale - è una delega sul sistema penitenziario perché non si può andare avanti con gli automatismi, ma - ha sottolineato - il trattamento va individualizzato".

Marcia per amnistia e indulto, c'è anche don Ciotti

Chi si riscatta - ha proseguito i guardasigilli . deve poter accedere a benefici penitenziari. Questo - ha rimarcato - può alleggerire la tensione detentiva". Contro il disegno di legge di riforma del processo penale hanno già fatto sentire la loro voce Camere penali, mentre i radicali sono pronti a scendere in piazza per amnistia e indulto. La marcia di Pasqua, in programma il prossimo 16 aprile a Roma, sta raccogliendo numerose adesioni tra le quali quella del fondatore dell'associazione antimafia Libera don Luigi Ciotti. "E' importante - ha scritto don Ciotti in una lettera raccogliendo l'invito del Partito Radicale - tenere alta l'attenzione, e in questo voi siete da sempre un punto di riferimento, su problemi come quelli del carcere e più in generale della giustizia". Va ricordato che i provvedimenti di clemenza generale non vengono applicati ai detenuti che si sono macchiati di reati gravi come mafia, terrorismo, omicidi e altri delitti di particolare allarme sociale.