Negli scorsi articoli vi abbiamo riportato le ultime novità riguardanti il decreto attuativo firmato dal Premier Gentiloni sull'#ape sociale, sottolineando i passaggi restanti affinché possa finalmente arrivare in Gazzetta Ufficiale. Oggi torniamo ad occuparci della vicenda all'interno della nostra rubrica "#Parola ai comitati", riprendendo le nuove dichiarazioni in arrivo dall'Inca - Cgil ed in particolare da Fulvia Colombini, membro del Collegio di Presidenza. Durante un'intervista rilasciata per Radio Articolo 1 la dirigente ha rimarcato come la situazione appaia complessa, visto che i tempi estremamente ridotti rischiano di trasformare l'inoltro delle domande di pensionamento in una vera e propria "corsa ad ostacoli".

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Facciamo insieme il punto della situazione nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

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Pensioni anticipate e APE sociale: "appesi ad un filo"

La riforma previdenziale tramite APE sociale presenta aspetti di criticità per via di due fronti che restano aperti contemporaneamente: da un lato, spiega Colombini, vi sono "le numerose categorie che potrebbero avere il diritto" alle misure di pensionamento anticipato, mentre dall'altro lato troviamo "i 300 milioni di euro contingentati dal Governo". Al momento però il via libera definitivo alle domande di uscita resta ancora vincolato alle circolari operative che dovrebbe emettere l'Inps, ma l'istituto previdenziale non può agire fintanto che la norma non sarà pubblicata all'interno della Gazzetta Ufficiale. Di fatto, la procedura online dovrà attendere che l'iter legislativo possa trovare la propria definitiva conclusione, sebbene il tempo stringa e la data di avvio per l'inoltro delle domande resti fissata al prossimo 1° maggio..

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Per i prepensionamenti rimane il vincolo degli stanziamenti anno per anno

Sulla misura di flessibilità la dirigente dell'Inca esprime comunque un giudizio positivo, definendo l'APE sociale "un'ottimo accompagnamento alla pensione". Ma mette anche in guardia contro i vincoli pensati dal legislatore rispetto alle risorse effettivamente stanziate. Siamo infatti davanti "ad una platea molto consistente". Qualora i 300 milioni di euro messi a copertura dovessero risultare insufficienti, le domande in eccesso sarebbero gestite dall'Inps l'anno successivo. Il Governo stima una platea potenziale di 30-35mila beneficiari per il 2017: "su questo ci batteremo" conclude l'esponente dell'Inca, spiegando che "chiederemo di aggiungere ulteriori risorse". Come da nostra prassi, restiamo a disposizione dei lettori nel caso desiderino aggiungere un nuovo commento nel sito. Mentre per ricevere le prossime notizie di aggiornamento sulle pensioni vi suggeriamo di usare la funzione "segui" che trovate in basso, dopo la conclusione dell'articolo. #Pensioni