Mentre la Corte dei Conti sta procedendo con la registrazione dei decreti attuativi sull'Ape Social e sul meccanismo di Quota 41, la Commissione Bilancio alla Camera dovrà occuparsi di esaminare i correttivi da apportare sulle misure previdenziali. Si tratta di alcune richieste mosse nei giorni scorsi dalle parti sociali e dai vari gruppi parlamentari al fine di ampliare le platee dei beneficiari.

Ecco gli emendamenti del Pd

Stando alle richieste delle tre sigle confederali Cgil, Cisl e Uil, infatti, andrebbe ridotto il requisito contributivo a favore dei lavoratori addetti alle mansioni particolarmente faticose che per accedere all'#ape Social dovranno perfezionare almeno 36 anni di contributi versati; requisito che potrebbe essere abbassato sino a 30 anni.

Nella manovra-bis anche un emendamento a favore dei lavoratori addetti alle mansioni faticose quali, conduttori di gru, operai edili e dell'industria estrattiva per i quali si prevede uno sconto contributivo di sei anni.

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Si tratta dell'emendamento firmato dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano il quale sembrerebbe schierarsi con gli appartenenti al comparto edile per evitare una probabile esclusione dai benefici.

Di particolare importanza è l'emendamento firmato dall'onorevole del Partito Democratico Cinzia Maria Fontana al fine di concedere la possibilità di accedere all'Ape Sociale anche ai lavoratori che hanno perso il lavoro a seguito di licenziamento e che non hanno avuto modo di usufruire dei cosiddetti ammortizzatori sociali oltre ai lavoratori appartenenti al settore agricolo.

Bocciato l'emendamento sulla franchigia di 24 mesi

Quanto all'ampliamento della franchigia dai 12 ai 24 mesi, invece, non ci sarebbero ulteriori novità visto che, l'emendamento presentato in Commissione Bilancio alla Camera è stato sin da subito giudicato inammissibile. Modifica che, secondo il parere delle parti sociali avrebbe dato la possibilità a migliaia di lavoratori con mansioni gravose di acceder all'Ape sociale e al meccanismo di #Quota 41 a condizione di aver maturato i contributi per almeno 5 anni negli ultimi 7.

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Stando alla parte sindacale, le modifiche su cui dovrà pronunciarsi la Camera potrebbero riaprire il confronto dello scorso autunno conclusosi con largo anticipo a causa delle dimissioni di Matteo Renzi. Spetterà adesso alla Camera esprimere il proprio parere attraverso le votazioni previste nei prossimi giorni. #Pensioni