Mentre si attende il via libera definitivo della Corte dei Conti sulle prime misure di flessibilità previste in Legge di bilancio 2017, torna ad accendersi il dibattito pubblico circa l'efficacia dei provvedimenti. I lettori della nostra rubrica "#Parola ai comitati" hanno infatti espresso in diverse occasioni i propri dubbi circa la futura fruibilità dell'APE [VIDEO] e delle altre misure di prepensionamento (come la quota 41 per i lavoratori precoci), attraverso i commenti rilasciati sul sito e tramite Facebook. Nella maggior parte dei casi, le critiche riguardavano le regole troppo stringenti per l'accesso alle opzioni di welfare tutelate dalla legge, quando cioè costi o penalizzazioni non risultavano a carico del futuro pensionato.

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Ad esprimere perplessità in merito ai meccanismi onerosi, come avviene ad esempio per l'#ape volontaria, sono stati anche alcuni tecnici dell'Università La Sapienza, durante la presentazione del "Rapporto sullo Stato sociale 2017". Vediamo insieme perché e con quali implicazioni nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

Pensioni anticipate e APE volontaria: non risolti i nodi della Manovra Fornero

La principale critica all'APE [VIDEO] resta connessa alle gravi conseguenze che ha provocato la Manovra Fornero per l'accesso alle #Pensioni pubbliche. Secondo il rapporto diffuso dall'Università La Sapienza, le misure proposte non sarebbero infatti in grado di alterare "la visione entro cui si è mossa la riforma", con la conseguenza che "non ne risolve i problemi, se non in misura molto limitata".

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Anche le misure previste all'interno della c.d. FASE 2 sarebbero state etichettate come "poco efficaci", perché non riuscirebbero a fornire i giusti stimoli di ripresa all'economia e non permetterebbero di affrontare i problemi strutturali del settore previdenziale. Il riferimento va alla prospettiva di produrre "una schiera di pensionati poveri" in conseguenza di condizioni lavorative attuali discontinue e caratterizzate da bassi salari.

Anticipo pensionistico: interesse verso la formula sociale

Se il taglio applicato al futuro assegno percepito tramite APE volontaria appare eccessivamente penalizzante, più interessante è considerata invece la formula dell'APE sociale. Nel primo caso si cita infatti l'esempio di un lavoratore che avrebbe ottenuto una pensione di 1000 € nette al mese, ma che con il ricorso all'anticipo di mercato si vedrà decurtare l'assegno di circa 300 €. Nel ricorso alla versione tutelata dell'anticipo, il costo del prestito pensionistico resterebbe a carico dello Stato. Come da nostra prassi, restiamo a disposizione dei lettori nel caso desiderino aggiungere un nuovo commento nel sito, mentre per ricevere le prossime notizie di aggiornamento sulle pensioni [VIDEO] vi ricordiamo di usare la funzione "segui" che trovate in alto, vicino al titolo dell'articolo.