Continua il dibattito intorno all' APE e alle misure di pensione anticipata 2017 stilate dal Governo, in particolare resta critica la situazione per i lavoratori precoci e per chi chiede di uscire con quota 41 dal mondo del lavoro. Mentre stanno per arrivare i decreti attuativi in Gazzetta Ufficiale, Alberto Brambilla Presidente del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali attacca duramente la legge Fornero. Vediamo le sue parole e quelle di Cesare Damiano che è tornato a parlare di APE e di anticipo pensionistico.

Ultime novità Pensioni anticipate: parla Cesare Damiano che insiste su APE e quota 41

Il presidente della commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano, è tornato a parlare di APE e lavoratori precoci a Montecitorio.

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Vediamo le sue ultime dichiarazioni in merito. Damiano ha ribadito la sua soddisfazione per alcune cose, come ad esempio la possibilità di pensione a partire dai 63 grazie all'APE, ma spiega anche che bisogna insistere e rendere il tutto definitivo e non solo sperimentale: "Questa misura va nella giusta direzione e andrà resa strutturale, superando la prevista sperimentazione in vigore soltanto fino al 2018". Dopo le parole di soddisfazione però Damiano ha anche ricordato come alcune misure per la pensione anticipata manchino ancora e vadano fatte al più presto per garantire maggior flessibilità in uscita (il riferimento, non tanto velato è all' APE Volontaria di cui si sono perse le tracce negli ultimi tempi). Damiano ha poi anche ribadito l'importanza di pensare alle generazioni future e agli assegni pensionistici dei giovani, che rischiano di essere troppo penalizzati da "un meccanismo infernale e assurdo per gli assegni calcolati con il metodo contributivo puro che penalizza i giovani".

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Per tutti coloro che hanno iniziato a versare i contributi da dopo il 1 gennaio 1996, a causa della Legge Fornero sarà difficile avere una pensione dignitosa e potersi ritirare dal mondo del lavoro prima dei 70 anni.

Pensioni quota 96 scuola e precoci: ultime novità

Intanto per quanto riguarda le notizie sui lavoratori precoci, la CGIL ha chiesto in questi giorni che possano esser inseriti tra le platee dell'APE social e della quota 41 altre categorie di lavoratori al momento tagliate fuori, come ad esempio assistenti sociali, educatori,e chi lavora a turni nel sistema sanitario. Notizie invece meno confortanti per quanto concerne i quota 96 della scuola. Quel che resta di questa particolare categoria (circa 5mila tra docenti e ATA) non potranno usufruire delle agevolazioni per il trattamento pensionistico anticipato visto che non rientrano nella platea di lavoratori "addetti a lavorazioni particolarmente faticose". Come riporta il sito tecnicadellascuola.it solo gli educatori e gli insegnanti della scuola dell'infanzia fanno parte infatti di queste categorie protette che possono chiedere la pensione anticipata tramite APE social.

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