"Abbiamo deciso di promuovere insieme questa conferenza stampa perché condividiamo un'opinione su un tema molto importante tra i lavoratori e le lavoratrici: quello dell'adeguamento dell'età pensionabile [VIDEO] all'andamento dell'aspettativa di vita". È l'apertura del Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano riguardo alla conferenza stampa congiunta con il Presidente Maurizio Sacconi contro il repentino aumento dell'età di quiescenza a 67 anni. "La nostra comune convinzione è quella di lanciare un'appello al Governo ed ai colleghi di tutti i gruppi parlamentari, al fine di arrivare ad un rinvio strutturale dell'adeguamento all'AdV, perché come sapete altrimenti succederebbe che a partire dal primo gennaio 2019 salirebbe di 5 mesi.

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La norma che disciplina questa salita è già contenuta nella legge Fornero e va in automatico, quindi non ha bisogno di un nuovo intervento normativo", ha precisato il parlamentare. "Noi pensiamo che sarebbe oltremodo negativo che questo scalino producessi i suoi effetti, considerando anche il fatto che l'adeguamento che fin qui è andato di triennio in triennio, da quella data passerebbe ad un termine più corto, vale a dire soltanto un biennio".

Pensioni di vecchiaia: serve una modifica strutturale sul meccanismo di adeguamento

Stante la situazione appena delineata, l'On Damiano ha quindi chiesto di ripensare l'attuale sistema di applicazione dell'AdV all'età di pensionamento, richiamando anche quanto già convenuto tra esecutivo e parti sociali. "Il nostro appello ad una modifica strutturale della normativa si combina anche con il verbale siglato tra Governo e sindacati che affronta in termini più specifici la stessa questione".

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Ne consegue che risulta necessario un intervento legislativo in tal senso. "Questa scala mobile applicata al momento della pensione noi riteniamo che debba essere affrontata con una nuova normativa che non solo consenta di non arrivare allo scalino del 2019, ma che si proponga almeno in termini di gradualità di distribuire questo aumento nel corso del tempo".

Sacconi: si sta producendo una situazione emergenziale

Anche il Presidente della Commissione lavoro al Senato Sacconi ha lanciato il proprio allarme in merito al possibile nuovo incremento dell'età di pensionamento a 67 anni nel 2019. "Abbiamo ritenuto che si stesse producendo una vera e propria situazione emergenziale" ha evidenziato il parlamentare, spiegando che "è giunto il momento di porci come strana coppia con un appello ai colleghi e al Governo, affinché si assumano alcune decisioni tempestive". Sacconi ricorda anche che un nuovo allontanamento dell'età di pensionamento "ci sembra un atto di affievolimento del patto tra Stato e cittadino: quando è troppo, è troppo".

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Sulle possibili soluzioni, sono state quindi avanzate diverse ipotesi. Dall'applicazione di nuovi adeguamenti ogni quinquennio anziché ogni biennio ad un vero e proprio congelamento del prossimo scatto, così da "saltare un giro" per "riprendere più avanti". Sicuramente "l'innalzamento in questo momento non appare accettabile", ha concluso il Senatore.

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