Nel confronto tra governo e Cisl, Uil e Cgil, tenuto negli ultimi giorni, si è discusso sul tema delle #Pensioni per i prossimi anni, cercando di trovare un punto di accordo. La soluzione proposta dal governo sarebbe quella di aumentare l’età pensionabile [VIDEO] e, nel tempo stesso, aumentare anche gli anni di contributi da versare. Massimo disaccordo da parte dei sindacati dei lavoratori che vorrebbero cercare di modificare la riforma pensioni in base alla qualità della vita invece che sottostare agli automatismi amministrativi.

La proposta

Il governo sta cercando di far approvare la proposta di innalzamento dell’età pensionistica a 67 anni, che scatterebbe dal 2019 [VIDEO], con un versamento contributivo di 43 anni e 3 mesi, per gli uomini, e 42 anni e 3 mesi, per le donne.

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Praticamente un aumento di 5 mesi rispetto ai tempi attuali. L’INPS appoggia pienamente questa proposta affermando che, solo in questo modo, non aumenterebbe la spesa pensionistica e di conseguenza, tale onere, non passerebbe sulle spalle delle generazioni future.

Nonostante l’intesa del governo con l’Inps, i sindacati dei lavoratori, vogliono cercare una soluzione alternativa per la tutela dei giovani e di coloro che hanno versato i contributi lavorativi fino ad oggi.

Cosa potrebbe cambiare dal 2019

La modifica, che partirebbe dal 2019, ci porta a continuare un’attività lavorativa e, contributiva, di 5 mesi in più rispetto a quella attuale con un conseguente aumento anche dell’età in cui poter richiedere la pensione a 67 anni. Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con le categorie dei pensionati, hanno deciso di organizzare, per il 13 luglio 2017, un’iniziativa unitaria per denunciare l’indifferenza, da parte del governo, verso i lavoratori tutti e, in particolare, verso coloro che svolgono attività più gravose.

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La richiesta è quella di definire le priorità e non accettare passivamente l’adeguamento automatico.

Cambiamenti o staticità

Se la proposta viene accettata si avranno lavoratori sempre più anziani nelle aziende che non potranno lasciare il lavoro al mercato giovanile. Un aumento dei disoccupati d’età avanzata per coloro che svolgono attività usuranti e gravose. Questa è la preoccupazione di Cisl, Uil e Cgil. La speranza è quella di riuscire ad apportare delle modifiche significative per far sì che i lavoratori abbiamo un futuro pensionistico adeguato alle aspettative di vita.

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