Le ultime novità sulle #Pensioni ad oggi 17 luglio riguardano le opzioni ancora a disposizione dei lavoratori che desiderano fruire dei nuovi strumenti di flessibilità previdenziale [VIDEO]. Il primo termine utile per l'invio delle domande di pensionamento anticipato è scaduto lo scorso 15 luglio, ma coloro che matureranno i requisiti di legge potranno continuare ad inviare le proprie domande anche successivamente. Nel frattempo prosegue la discussione sul tema dell'adeguamento all'aspettativa di vita. Dopo che nella giornata di ieri il Presidente #Inps ha espresso la propria posizione attraverso una nuova intervista pubblicata sul Sole 24 Ore, non si è fatta attendere la risposta congiunta dei Presidenti delle Commissioni lavoro di Camera e Senato.

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Il dibattito sembra quindi destinato a proseguire ancora a lungo, mentre i toni si mantengono accesi. Vediamo insieme tutti i dettagli nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

Pensioni anticipate, per l'APE sociale e la Quota 41 domande ancora possibili

Nelle ultime ore abbiamo ricevuto diverse richieste di chiarimento tramite la nostra pagina Facebook "Riforma pensioni e lavoro" in merito alla possibilità di continuare ad inviare le domande di pensionamento tramite #APE SOCIALE o Quota 41. Bisogna innanzitutto specificare che il primo termine utile per aprire la pratica era fissato allo scorso 15 luglio, ma coloro che sono andati oltre e volessero fruire del beneficio possono comunque procedere all'invio tramite Inps o patronati entro e non oltre il 30 novembre.

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Le domande saranno però prese in considerazione nei limiti delle risorse residue, stante il budget previsto anno per anno dal legislatore. Da ricordare che i lavoratori già in possesso di tutti i requisiti possono procedere anche al contestuale invio della domanda di pensionamento tramite APE sociale o Q41 [VIDEO], fermo restando che il procedimento si conclude con due differenti richieste, ovvero la certificazione del diritto alla pensione e la richiesta vera e propria di pensionamento anticipato.

Riforma previdenziale, per Damiano e Sacconi l'intervista di Boeri è mossa da "presupposto inesistente"

Nel frattempo proseguono anche gli scambi a distanza in merito al delicato tema dell'aspettativa di vita e del possibile innalzamento dell'età di pensionamento nel 2019 a 67 anni. I Presidenti delle Commissioni lavoro di Camera e Senato hanno risposto nel pomeriggio di ieri alle ultime dichiarazioni rilasciate dal Presidente Inps Tito Boeri sul tema. Secondo i Parlamentari, "l'intervista [...] è mossa da un presupposto inesistente, che la rende totalmente inutile: non abbiamo proposto la cancellazione del collegamento tra età di pensione ed aspettativa di vita, ma solo la sua rimodulazione temporale".

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L'obiettivo sarebbe quindi focalizzato su di un alleggerimento del parametro, in modo da "aprire una riflessione generale" sui meccanismi di funzionamento della previdenza disegnati con la riforma Fornero, anche considerando il funzionamento del mercato del lavoro. L'On. Damiano ed il Sen. Sacconi si dicono quindi "ben consapevoli" della necessità di mantenere sostenibile nel tempo il sistema pensionistico pubblico, motivo per il quale proseguirà anche il confronto tecnico con l'esecutivo.

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