Il tema pensionistico è tra i più importanti, se non il più importante, quando si parla di lavoro e previdenza sociale. Nel terzo millennio, il lavoro è diventato molto più competitivo e i lavori molto più precari rispetto anche a soli 15 anni fa. Per questo motivo il Governo ha deciso di trovare una soluzione per i giovani d'oggi, che andranno in pensione avendo versato contributi a intermittenza.

Assegno minimo a 650 Euro

Il ministro del lavoro Giuliano Poletti, insieme ai sindacati, ha elaborato un pacchetto previdenziale per i giovani che andranno in pensione con il sistema contributivo. I futuri #pensionati potranno ricevere un #assegno mensile minimo di 650 Euro anche nel caso che i contributi versati fino a quel momento non fossero sufficienti a raggiungere da soli questo importo.

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La nuova misura è nata dalla seconda fase sulla previdenza che aveva annunciato il Ministro. Con le norme attuali, i giovani possono andare in pensione solo se hanno maturato una pensione equivalente a 1,5 volte l'assegno sociale, ovvero quasi 670 Euro. La riforma consentirà di ridurre il tetto di 1,2 volte ma bisognerà avere un sistema di garanzia, da qui nasce l'idea di garantire l'importo di 650 Euro mensili a prescindere dai contributi versati. La novità potrebbe non riguardare soltanto i giovani ma anche chi vorrebbe andare in pensione prima del tempo, alla condizione, però, di aver versato i contributi minimi e prima di aver compiuto 63 anni e 7 mesi. Al momento, l'assegno medio è pari a 2,8 l'assegno sociale, mentre, con questa nuova riforma, l'obiettivo è di portarlo a 2.

Le parole della Camusso

Sulla questione delle pensioni si è parlato molto anche dell'età pensionabile.

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I sindacati, come la maggior parte della popolazione, non vuole l'aumento dell'età pensionabile. Il Governo spinge per aumentarla a partire dal 2019 ma i sindacati stanno cercando di impedirlo, al momento però non ci sono passi in avanti. La segretaria della #Cgil spiega come il Governo sia molto reticente sulla questione, l'esecutivo sostiene che l'aspettativa di vita è aumentata e quindi è giusto aumentare l'età pensionabile. La Cgil rimane comunque stabile sulle sue posizioni in quanto il tema è fondamentale, dicendo quindi un secco NO al doppio automatismo sull'aspettativa di vita attuale nel sistema pensionistico italiano. I dibattiti, a seguito della pausa estiva, riprenderanno a Settembre, per la precisione il 5 per quanto riguarda il lavoro e il 7 per il tema pensionistico e femminile.