Le ultime novità sulle ##Pensioni anticipate ad oggi 13 agosto 2017 riguardano le istruzioni operative per l'avvio dell'APE volontaria. E' infatti finalmente in dirittura d'arrivo il decreto attuativo contenente le istruzioni operative per la fruizione del meccanismo di pensionamento anticipato che permetterà l'uscita su richiesta dell'interessato a partire dai 63 anni di età. La firma definitiva del Premier dovrebbe arrivare a breve, come già annunciato nelle scorse settimane dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti; ma in stretta connessione alla misura c'è anche l'avvio dell'APE aziendale e della rendita integrativa temporanea anticipata dei fondi pensione (conosciuta come RITA).

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Vediamo insieme quali sono le nuove informazioni al riguardo nel nostro articolo di approfondimento.

Prepensionamenti: cosa cambia con l'APE volontaria

Il provvedimento di flessibilità è stato oggetto di nuove modifiche dopo che i giudici del Consiglio di Stato avevano analizzato il testo attuativo, chiedendo di intervenire sui punti più critici. Tra le novità previste nell'APE volontaria, c'è la possibilità di rendere retroattiva al 1° maggio 2017 l'efficacia dell'opzione, in modo da controbilanciare il ritardo accumulato nei mesi passati. Vi è poi la programmazione di forme di assistenza ai potenziali sottoscrittori, con l'obiettivo di garantire maggiore trasparenza nella presa di visione del contratto. Mentre sarebbero previsti anche degli strumenti di mediazione e di conciliazione per la soluzioni di eventuali controversie.

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La cosa veramente importante però è che con l'accoglimento delle richieste in arrivo dal Consiglio di Stato, il testo del decreto sarebbe finalmente in dirittura d'arrivo e potrebbe essere firmato già nelle prossime settimane.

Pensioni anticipate: attesa quasi conclusa anche per l'APE aziendale e la RITA

Bisogna poi ricordare che strettamente connesse con l'#ape volontaria vi sono anche la versione aziendale e la RITA. Tutte e tre le opzioni di flessibilità condividono i criteri anagrafici e contributivi di accesso: bisogna aver maturato almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione, oltre ad un futuro importo dell'assegno Inps non inferiore alle 700 euro circa. Con l'APE aziendale il costo del prestito sarà a carico del datore di lavoro, mentre nel caso della RITA si potrà fruire del proprio montante accumulato presso il fondo pensione sotto forma di un numero di rate corrispondente ai mesi mancanti alla data di quiescenza, beneficiando al contempo di importanti sgravi fiscali. L'aliquota applicata è infatti quella di vantaggio, per un massimo del 15% ed un minimo del 9%, a seconda degli anni di permanenza nella previdenza complementare.

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