Torniamo ad aggiornare le lettrici della nostra rubrica "#Parola ai comitati" con il nuovo punto della situazione in arrivo dal Comitato Opzione Donna Social.

Pensioni flessibili, il commento sull'età anagrafica di accesso all'Inps

Il punto della settimana parte con alcune considerazioni sulle ultime vicende di cronaca. "La prima decade di Agosto se ne è andata fra fuoco, siccità, grandine e notizie di carattere generale poco confortanti anche per ciò che riguarda il nostro futuro pensionistico. Notizie che ci sono state veicolate sia da parte della Ragioneria Generale dello Stato sia dall'Inps sia dal Governo". In merito invece "alla nostra comunità, questa settimana la discussione si è sviluppata a seguito degli annunci che riguarderebbero l'età anagrafica di accesso alla quiescenza.

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Abbiamo preso atto di contestazioni da parte di chi ribadisce che l'età "giusta" per chiudere con il mondo del lavoro, per le donne, non debba andare oltre i 60 anni, dando poco peso all'anzianità contributiva. Purtroppo, per le nostre soggettive valutazioni, ci affidiamo spesso alla conoscenza "pratica", ovvero alle problematiche che sono enunciate o evidenti poiché incluse nel nostro mondo, fra la gente che conosciamo, fra i Gruppi FB che frequentiamo, nel nostro ambiente di lavoro, nella zona dove abitiamo etc., dimenticando che le statistiche a livello nazionale spesso mostrano un quadro opposto a quello da noi percepito".

Il problema della storia contributiva personale

Stante la situazione, per Armiliato "uno dei parametri che incide maggiormente e non consente alle donne di pensionarsi è proprio quello legato agli anni di contribuzione; le carriere discontinue delle quali tanto abbiamo parlato ci dimostrano che la fragilità sta proprio in quello, ancor prima dell'età anagrafica, laddove studi effettuati su scala nazionale, evidenziano che la durata media della carriera di una donna è inferiore ai 25 anni, mentre quella dell’uomo è in media di circa 39.

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La teoria dettata dagli studi è stata recentemente confermata in virtù delle domande presentate dal genere femminile per accedere all'Ape Social. Paola Profeta, professoressa di Scienze delle Finanze alla Bocconi ed esperta di sistemi di welfare [VIDEO], ha recentemente dichiarato che «questi divari non si sono ridotti nell’ultimo decennio e la maggior parte delle donne non ha sperimentato nessun miglioramento occupazione o reddituale, soprattutto al Sud». Ora, considerato che le leggi non si fanno sulla paura o sulle rivalse ma sulla base di ragionamenti e su dati oggettivi, abbandonando logiche surreali, probabilmente si concentreranno maggiormente su questo parametro".

Riforma pensioni, occhi puntati sui prossimi appuntamenti

"In ogni caso nulla ancora è stato sancito e la strada è ancora lunga e non in discesa" ha quindi evidenziato la fondatrice del CODS, invitando le iscritte ad "armarsi di pazienza, documentarsi e ragionare senza lasciarsi attrarre da chi ci vuole vendere qualcosa che ha su di noi un certo "appeal" ma che, in sostanza, è avallato dal nulla.

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Prossimi appuntamenti quindi confermati per la fine di agosto dove si evolveranno i concetti enunciati ad arrivare a comporre proposte sulle quali ragioneremo compiutamente e sulle quali si potranno opporre argomentazioni ed eventualmente esercitare azioni di pressing mirato".

Come da nostra prassi, restiamo a disposizione delle lettrici nel caso desiderino aggiungere un nuovo commento nel sito. Mentre per ricevere le prossime notizie di aggiornamento sulle pensioni [VIDEO] ricordiamo di usare la funzione "segui" disponibile in alto, vicino al titolo dell'articolo. #ape donna #Pensioni