Ancora delusioni fra i lavoratori precoci che ormai da tempo attendono una risposta esaustiva da parte del Governo. Dopo che la Legge di Stabilità 2017 ha escluso la maggior parte dei potenziali beneficiari, infatti, l'esecutivo aveva rassicurato che si doveva tornare a parlare sul tema inerente all'estensione del meccanismo di Quota 41; un argomento molto complesso che rischia di essere lasciato nel dimenticatoio.

La nuova manovra finanziaria entrata in vigore lo scorso primo gennaio, infatti, ha previsto l'uscita anticipata attraverso l'Ape Sociale e il meccanismo di Quota 41 solo per le categorie più economicamente svantaggiate: disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali, caregivers che assistono familiari con disabilità grave, invalidi al 74 % e addetti alle mansioni particolarmente usuranti e faticose.

Nel contempo, però, avrebbe escluso la maggioranza dei lavoratori precoci che, nonostante abbiano una lunga carriera contributiva alle spalle non hanno avuto ancora la possibilità di lasciare l'attività lavorativa.

Padoan sui precoci: 'le risorse sono limitate'

Si tratta degli stessi lavoratori che si attendevano un ulteriore intervento mirato all'estensione della platea dei beneficiari e che si sono visti ancora una volta deludere dalle recenti dichiarazioni del ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan il quale avrebbe spiegato che le risorse finanziarie sono limitate e non basterebbero per altri interventi sui lavoratori precoci. Come riporta "Il Sole 24 Ore", infatti, in vista dei prossimi lavori per la nuova Legge di Bilancio.

l'economista avrebbe affermato: "La manovra avrà risorse molto limitate e dovrà puntarle tutte su giovani e lavoro. Un taglio permanente al cuneo fiscale per le assunzioni stabili dei giovani, meglio puntare su una politica Ue per la crescita e gli investimenti", ha spiegato Padoan deludendo le aspettative della gran parte dei lavoratori precoci.

Nessun intervento sui precoci nella Fase 2

L'argomento riguardante l'estensione della Quota 41, infatti, avrebbe potuto essere ripreso a margine dell'avvio della Fase 2 anche se, il Governo Gentiloni e le organizzazioni sindacali si concentreranno sui temi inerenti alla previdenza complementare, alla pensione di garanzia per i giovani e al riconoscimento dei lavori di cura ai fini contributivi per le donne ritenuti gli argomenti prioritari al fine di introdurre una maggiore flessibilità in uscita e dare un sospiro di sollievo anche ai giovani attanagliati dalla grande crisi economica.