Le ultime notizie sulla riforma pensioni, [VIDEO] ad oggi, lunedì 4 settembre 2017, sono relative alle 'focose' dichiarazioni dal giurista del Partito Democratico, Pietro Ichino, in merito all'adeguamento dell'età pensionabile in base all'aspettativa media di vita. Parleremo, inoltre, del tavolo di confronto Governo-sindacati che si occuperà questa settimana dell'Ape Sociale: numerosi i nodi da sciogliere e i temi da affrontare.

Pensioni, notizie oggi 4 settembre 2017: Ichino, PD 'adeguamento età pensionabile grande conquista'

Si infiamma la questione dell'adeguamento dell'età pensionabile alla speranza di vita. Faranno, senza dubbio, discutere le dichiarazioni di Pietro Ichino del Partito Democratico il quale ha sottolineato come le riforme delle #Pensioni degli anni scorsi rappresentano una conquista enorme che ha contribuito a far fare un salto avanti di civiltà e di gestione dello Stato.

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Il giuslavorista ha precisato come la riforma Fornero del 2011 costituisca una delle cose più importanti [VIDEO]che il nostro Paese possa vantare nell'ultimo quarto di secolo e proprio l'istituzione del meccanismo automatico dell'età pensionabile legato all'aspettativa media di vita rappresenta uno dei cardini principali.

Un pensiero che va certamente controcorrente e che susciterà, crediamo, la vivace contestazione dei lavoratori che rischiano, dal 2019, di essere costretti a rimanere più a lungo sul proprio posto di lavoro proprio per il tanto odiato meccanismo.

Ultime notizie pensioni ad oggi 4 settembre 2017: Governo-sindacati, si discuterà di Ape Sociale

Per quanto riguarda la ripresa del confronto Governo-sindacati, le parti faranno il punto della situazione in merito all'Ape Sociale: in particolar modo, si parlerà delle domande che sono state presentate dai lavoratori (e che verranno presentate nei prossimi mesi) in relazione alle risorse che verranno messe a disposizione dal Governo.

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Altri temi di discussione anche l'ipotesi di ampliare la platea di beneficiari, come nel caso delle donne oltre alla possibilità di abbassare il requisito contributivo di 2 o 3 anni in relazione al numero di figli: pertanto, si discuterà in merito al passaggio dagli attuali 30 anni di contributi ai possibili 27-28, fermo restando il requisito anagrafico di almeno 63 anni.

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