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Nel 2011 illustrò la riforma #Pensioni che porta la sua firma letteralmente in lacrime. Consapevole dei danni che avrebbe creato sul piano sociale e dei disagi gravi che avrebbe arrecato a milioni di lavoratori italiani scoppiò a piangere in diretta tv durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, seduta accanto all'ex premier Mario Monti. A sei anni da quelle lacrime, che già la raccontarono tutta nel 2011, l'ex ministro del Lavoro e del Welfare Elsa Fornero torna oggi a intervenire nella discussione politica e sindacale in corso sulla fase due [VIDEO]della nuova riforma pensioni, una serie di interventi che ha preso il via con il #Governo Renzi e che dovrebbe continuare con il Governo Gentiloni.

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Pensioni, Fornero: tornare indietro su riforma rischio per Italia

"Tornare indietro sulla riforma delle pensioni - ha detto oggi Elsa Fornero a margine di una lezione all'Università di Siena - non credo corrisponda agli interessi del Paese". Dunque niente modifiche alla sua legge [VIDEO], ma è possibile qualche aggiustamento, come ha già avuto modo di dire l'ex ministro del Lavoro del Governo Monti. Infatti la Fornero plaude alle novità introdotte con la legge di Bilancio 2017 dal Governo Renzi. "Ha fatto bene il governo - ha detto l'economista torinese parlando agli studenti dell'Università di Siena - ad introdurre misure di aggiustamento della riforma del 2011, fatta - ha ricordato - in condizioni di emergenza". Erano anni di crisi nera per l'Italia, la riforma Fornero fu la soluzione per evitare il crack, al caro prezzo di una miriade problemi sorti sul piano sociale, una miriade di problemi di cui la vicenda esodati è solo a punta dell'iceberg.

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Previdenza e lavoro, l'ex ministro in cattedra all'Università di Siena

La legge Fornero sembra ancora intoccabile perché è una garanzia per le casse dello Stato e dell'Europa. "Prima di tornare indietro - ha detto Elsa Fornero - bisogna pensarci bene, perché questo vorrebbe dire - ha evidenziato l'ex ministro del Lavoro - conseguenze molto rischiose sulla nostra credibilità internazionale [VIDEO]". No alla rottamazione definitiva come chiede a Lega nord di Matteo Salvini ma sì a qualche modifica magari in direzione di una maggiore flessibilità in uscita verso nuove forme di pensione anticipata più convenenti dell'Ape volontario che comunque deve ancora partire. "Per la situazioni più difficili - ha detto l'economista esperta di lavoro e previdenza secondo quanto riporta l'Agi - la strada degli aggiustamenti è possibile e auspicabile".