Il mese di ottobre vedrà andare in scena numerosi scioperi, con molte proteste nel settore dei trasporti pubblici. Alcune delle date interessate, vedranno coinvolte altre categorie di lavoratori, come nel caso di venerdì 27 ottobre, quando una mobilitazione a livello nazionale coinvolgerà tutte le categorie pubbliche e private. Molto probabile, anche se non c’è ancora una conferma, che docenti e personale scolastico incroceranno le braccia. Questi, però, saranno protagonisti di uno #sciopero generale anche a novembre. I sindacati di base COBAS, UNICOBAS e USB hanno già proclamato una manifestazione, che metterà a rischio le lezioni nelle scuole d’Italia da nord a sud della penisola.

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Di seguito andremo a scoprire quale sarà la data da cerchiare in rosso, nonché le motivazioni per cui insegnanti e personale ATA si asterranno dal lavoro.

Sciopero nazionale della scuola, motivazioni dello stop

Lo sciopero nazionale della #Scuola si svolgerà venerdì 10 novembre, quando anche altre categorie pubbliche e private faranno sentire la loro voce. Ad essere coinvolti non saranno i soli docenti, ma anche il personale ATA. Questi contestano alcune decisioni prese dal Miur nel corso degli ultimi mesi. I sindacati COBAS, UNICOBAS e USB hanno annunciato la manifestazione pochi giorni fa, sottolineando come non si sia arrivati ad un accordo tra le parti. Al Governo si chiede la cancellazione della Buona Scuola, la ormai famosa Legge 107 approvata dall’esecutivo di Matteo Renzi.

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Piero Bernocchi, portavoce dei COBAS, ha dichiarato che lo sciopero sarà contro la politica scolastica del Governo e lo strapotere dei presidi. Ad appoggiarlo anche Stefano d’Errico, segretario di UNICOBAS, il quale ha aggiunto che presto verranno comunicati i luoghi delle manifestazioni che si terranno sul territorio nazionale per la data interessata. I lavoratori della scuola rivendicano un giusto salario, oltre alla risoluzione della precarietà attraverso il rilancio della buona occupazione. Si chiedono anche miglioramenti del sistema scolastico pubblico e difesa del diritto allo sciopero, andando a ritirare, di conseguenza, tutte le normative che minano e riducono l’efficacia.

I punti su cui verte la protesta non si limitano a questi, ma ne troviamo degli atri, che sono stati elencati all’interno del comunicato stampa pubblicato da COBAS sul proprio sito internet. Prima di lasciarvi, invitandovi a seguirci per ricevere aggiornamenti sul comparto della scuola [VIDEO], ricordiamo che docenti e personale ATA non riceveranno alcuna retribuzione salariale per il giorno di assenza, anche se a tutti gli effetti siano da considerarsi in servizio. Inoltre, non sono tenuti ad informare il dirigente scolastico in merito alla loro adesione o meno alla protesta.