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In attesa di capire tutte le novità derivanti dal confronto tra Governo e sindacati relativo soprattutto all'incremento dell'età pensionabile [VIDEO], quello che è emerso nelle ultime ore è che il #Governo si sia leggermente ammorbidito pur di arrivare ad un accordo in tema riforma #Pensioni 2017. Secondo quanto riportato dal sito PensioniOggi.it, infatti, ci sarebbe una lieve apertura sulla possibilità di bloccare l'età pensionabile nel 2019 per coloro i quali svolgono mansioni gravose. Quella che era soltanto un'ipotesi dunque, sembra stia prendendo una piega positiva.

Riforma pensioni, Il confronto con i sindacati porta buone notizie?

Nell'incontro tra il Governo e i sindacati di stamattina, infatti, ci sarebbe stata la proposta di fissare il requisito di contribuzione a 30 anni invece che a 36 come era stato discusso nei giorni scorsi, necessario per l'uscita a 66 anni e sette mesi per le 15 categorie di cui vi abbiamo parlato anche nei giorni scorsi [VIDEO].

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Queste attività gravose dovranno essere state svolte almeno per sette anni negli ultimi dieci prima di poter accedere alla pensione, mentre prima erano previsti sei anni ma negli ultimi sette anni, il che rendeva l'accesso al pensionamento più complicato.

Per quanto riguarda il requisito contributivo per il pensionamento anticipato, questo continuerà ad aumentare, sia per le categorie di lavoratori gravose che quelle normale. Tale beneficio, dunque, sarà riservato esclusivamente alle 15 categorie di lavoratori dipendenti. Se il Governo ammorbidirà questi elementi, quindi, è presumibile che ci sia un ampliamento della platea che verrà esentata dall'incremento dell'età pensionabile a 67 a partire dal 2019. Settimana scorsa era stata fatta una stima ufficiosa di circa 15-17 mila lavoratori. Questo numero, dunque, potrebbe essere maggiore.

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Riforma pensioni, altre novità interessanti

L’allentamento di questi due paletti dovrebbe provocare un leggero ampliamento della platea degli “esentati” che all’inizio della scorsa settimana era stata ufficiosamente stimata in 15-17mila lavoratori. Ulteriore possibilità è quella di rivedere il meccanismo di adeguamento a partire dal 2021 sulla base biennale per tenere in considerazione anche eventuali decrementi dell'#aspettativa di vita. Insomma, tante novità che molto presto potrebbero essere rese ufficiali. Non ci resta che attendere.

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