Mentre la riforma delle #Pensioni continua ad essere l'argomento principe anche di questo ultimo mese dell'anno, soprattutto dopo il battibecco a distanza tra Di Maio, Renzi e Salvini, [VIDEO] vanno registrate delle ottime notizie per quel che concerne chi è già in #pensione in vista dell'anno 2018. Infatti, secondo quanto riportato dal quotidiano Corriere della Sera, per effetto della cosiddetta perequazione automatica, gli assegni previdenziali torneranno a crescere dell'1,1%. Questo è già avvenuto in passato, ma anche in questo caso non saranno tutti ad avere questo piacere, perché quelle pensioni che vantano un importo superiore ai 3.012 euro non saranno coinvolte, cioè circa 2.100 euro nette mensili.

Pensioni: dal 2018 arrivano gli aumenti?

Come abbiamo già detto dunque, la perequazione permetterà di aumentare gli assegni di alcuni pensionati. Si tratta di un meccanismo che consente l'adeguamento delle pensioni del lavoratori in base al costo della vita secondo i dati diffusi dall'Istat. Dal 2001, infatti, viene attribuito il 100% alle pensioni fino a tre volte il minimo Inps, il 90% a quelle tra tre e cinque volte e il 75% a quelle maggiori a cinque volte il trattamento minimo. Con la riforma Fornero, invece nel 2012 e 2013 c'è stata una rivalutazione al 100% soltanto delle pensioni fino a tre volte il minimo.

Ecco il calcolo degli aumenti delle pensioni

Con l'aumento dell'1,1% degli assegni pensionistici, l'importo minimo passerà da 501,89 euro attuali a 507,41 euro mensili.

Anche l'assegno sociale registra un incremento e passerà da 448,07 euro a 453 euro mensili. Per quanto concerne la pensione sociale, invece, si arriverà a 373,32 euro mensili. La perequazione viene calcolata sull'intero importo delle pensioni e non più sulle fasce singole: chi prende un assegno di 1.000 euro lordi al mese si vedrà aumentare la pensione di 11 euro, chi ne percepisce 1.600 si vedrà un aumento di 16,72 euro al mese.

Facendo un calcolo annuale, quindi, tredicesima compresa, vuol dire che chi percepisce il trattamento minimo avrà poco meno di 72 euro in più all'anno, chi ne riceve 13.000 euro, intascherà 143 euro in più e chi prende una pensione compresa tra i 1.500 euro e i 3.000 al mese arriverà a guadagnare tra i 200 e i 260 euro lordi in più all'anno.

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