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Non c'è possibilità di modificare la fase due della riforma #Pensioni inclusa nella legge di Bilancio 2018 così come chiede la Cgil di Susanna Camusso scesa in piazza nei giorni scorsi contro la legge Fornero e il #Governo Gentiloni che non intende modificarla. A ribadire la linea dell'esecutivo sul fronte previdenziale è ancora una volta il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, impegnato nell'attuazione della fase uno della riforma pensioni e nel monitoraggio dell'iter parlamentare dalla fase due attualmente al vaglio della Camera [VIDEO] dopo il prima via libera del Senato.

Pensioni, il no del Governo Gentiloni alle richieste della Cgil

Come si ricorderà, la prima fase della riforma pensioni, la più corposa, comprende le misure già in fase di attuazione tra le difficoltà: come per esempio l'Anticipo pensionistico sociale, la Quota 41 per una parte dei lavoratori precoci, l'Ape volontario; ma anche altre misure come i cumulo gratuito dei contributi previdenziali, l'ampliamento della platea dei beneficiari della no tax area pensionati, il potenziamento e l'estensione della quattordicesima.

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La fase due prevede sostanzialmente lo stop all'aumento dell'età pensionabile [VIDEO]per i lavoratori impegnati nel tempo in uno dei quindi lavori considerati gravosi, l'estensione dell'Anticipo pensionistico sociale, novità per favorire l'accesso delle donne madri alla pensione anticipata. Ma più di questo non si potrà fare. "Quello che il governo pensava fosse possibile fare - ha dichiarato oggi il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali - lo ha portato al tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali".

Il ministro Poletti spiega: abbiamo fatto quanto era possibile

Quindi no alle richieste della Cgil. "Noi siamo comunque convinti - ha detto Giuliano Poletti rivendicando l'importanza dei provvedimenti messi in campo sul fronte previdenziale - che questo sforzo sia stato positivo".

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Il ministro non chiude al dialogo con la Cgil di Susanna Camusso ma dice senza tanti giri di parole che in questa fase non potranno essere accolte le richieste del sindacato sceso nei giorni scorsi in piazza per protestare contro la legge Fornero e contro i mancati interventi da parte dell'esecutivo su cui in questi anni sono state alimentate speranze con promesse di varia natura dall'ex premier Matteo Renzi all'attuale premier Paolo Gentiloni. Il ministro Poletti crede che il "dialogo sia comunque - ha detto oggi a margine di un incontro Bari - un elemento di positività". Ma la discussione politica e sindacale sulla riforma pensioni non si esaurisce qui. "Il confronto - ha sottolineato il ministro del Lavoro - rimane aperto e quindi c'è la possibilità - ha concluso secondo quanto riporta l'Agi - di continuare a discutere" .