C'è una triste scalata fatta registrare negli ultimi anni nel Salento, nella classifica nazionale dei decessi per tumore. L'immagine della tradizione contadina salentina, con le sue specialità culinarie e la genuinità degli stessi prodotti, viene ad essere profondamente scalfita dall'incredibile aumento del 30 per cento, in termini di morti per varie neoplasie, nel 2014. E' rimasto inascoltato l'allarme lanciato dalla Lilt, 25 anni fa, che poneva l'accento sul cambiamento degli stili di vita dei salentini sempre più vicini a quelli, considerati a rischio, delle popolazioni inserite nelle aree più industrializzate.

Purtroppo, anche nel Salento si muore come nel Nord Italia, con la stessa incidenza, anzi con un ritmo più accelerato se paragonato al resto della Nazione.

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Nel corso della conferenza stampa tenuta il 16 marzo, presso Palazzo Adorno, a #lecce, presenti il dirigente generale della Asl di Lecce, Silvana Melli e il presidente della Provincia, Antonio Gabellone, è stato evidenziato che i maggiori pericoli per la #salute dei salentini, provengono dal tumore al polmone ed alla vescica, e per le donne dal cancro al seno che ha, purtroppo, raddoppiato sul territorio il numero delle vittime in poco tempo.

La maggiore preoccupazione secondo gli esperti proviene dal tumore al polmone che ha fatto registrare nel 2014 ben 469 decessi, con una percentuale che supera la media nazionale.

In particolare, l'aumento dei decessi per questa patologia fatto registrare a Lecce ha finito per incuriosire i medici e, soprattutto, la maggiore incidenza fra le donne è oggetto di studi più approfonditi da parte degli esperti.

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'Vent’anni fa era impossibile trovare un solo caso tra le signore salentine, peraltro tutte impiegate come tabacchine...' ha affermato l’oncologo Giuseppe Serravezza uno dei massimi esponenti della Lilt. In pratica ha detto l'oncologo si trattava di malattie che colpivano gli emigranti che rientravano nel Salento, dopo aver lavorato a contatto con l'amianto nei cantieri edili della Svizzera.

Il reparto calzaturiero vero colpevole dell'aumento dei casi di tumore

Ma il vero killer che ha fatto schizzare i casi di tumore al polmone proviene dal settore del calzaturificio che se da un lato ha arricchito l'economia locale dall'altro ha causato tanti decessi per l'illecito smaltimento dei rifiuti. 'I primi opifici non possedevano neppure un registro di carico e scarico.....' ha puntualizzato il medico che ha aggiunto 'questa scarsa attenzione e consapevolezza del problema è tra le cause degli indicatori medici così preoccupanti'.

E' nella norma l'incidenza dei casi per il tumore alla vescica, mentre, tra le donne, è assai preoccupante la neoplasia al seno che ha visto salire i casi dal 1990 al 2014 in maniera vertiginosa.

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I decessi nel 1990 erano 115, mentre nel 2014 sono stati ben 179, superando anche la media italiana.

Vittime del processo industriale? In parte è vero, anche se l'Italia ha capito in ritardo le gravi conseguenze derivanti dall'inquinamento per gli agenti chimici e industriali. E mentre in Europa sono state da tempo avviate politiche di decontaminazione ambientale nel nostro Paese siamo colpevolmente in ritardo sulla strada che porta alla bonifica dei territori.

Quindi primo obbiettivo migliorare la qualità dell'ambiente circostante prima che sia troppo tardi.

In seconda analisi tanta prevenzione in termini di alimentazione sana, lotta senza quartiere al fumo e tanto movimento.

Ma la prevenzione come sottolineato dalla dirigente dell'Asl di Lece deve riguardare anche i controlli sotto forma di screening per entrambi i sessi, attraverso percorsi formativi e in collaborazione con le associazioni locali.

Un compito importante per la ricerca sarà quello di sviluppare gli studi sull’oncogenetica, la possibilità cioè di individuare tra i fattori di rischio della malattia, anche quelli ereditari.