La notizia è arrivata in queste ultime ore e non si è fatta attendere. Il Tar del Lazio dopo 24 ore di discussione ha respinto il ricorso della Regione Puglia che aveva chiesto la sospensione dei lavori della Tap. I giudici non hanno ritenute valide le misure cautelari chieste dalla Regione Puglia in merito ai danni che le operazioni di espianto degli ulivi potevano causare al sistema ambientale del territorio salentino.

Pubblicità

Il TAR si esprime sui lavori del Tap

Insomma, nessun pericolo per lo spostamento dei 211 ulivi e nessun rischio per l'impatto ambientale per il progetto del microtunnel..

Pubblicità

Secca è stata la risposta del governatore Michele Emiliano, dopo la sentenza del Tribunale Amministrativo. 'Andremo avanti perchè crediamo fermamente che sia ingiusto che la Tap approdi in una delle spiagge più belle d'Europa e che si debbano costruire chilometri di gasdotto sotto il maggiore giardino di ulivi d'Italia', è stato questo il commento lapidario del governatore. Come si sa, lo scorso 17 marzo erano iniziati in un clima di tensione i lavori per i primi espianti degli alberi di ulivo. Gli stessi interventi erano stati interrotti il 6 aprile scorso da un decreto cautelare del Tar.

E' facile immaginare che la protesta dei cittadini e amministratori salentini riprenderà appena ricominceranno i lavori. E' più di un mese, ormai, che il cantiere viene presidiato da manifestanti e da forze dell'ordine. Non sono mancati anche i momenti di alta tensione con scontri tra polizia e attivisti vari.

I legali della Regione Puglia avevano sollevato il problema della mancata ottemperanza della cosiddetta Via (valutazione di impatto ambientale), ma il Ministro Gian Luca Galletti aveva rimarcato la propria competenza finale, con alcuni appositi chiarimenti, valutando positivamente le stesse misure cautelari.

Pubblicità

Stessa valutazione è stata data dal Tar Lazio che ha legittimamente riconosciuto che il Ministero dell'#Ambiente è l'unico organo in grado di controllare le prescrizioni in materia di impatto ambientale e quindi la decisione è stata ampiamente condivisa.

D'altronde, i giudici del Tar hanno sottolineato che due settori dello stesso organo regionale pugliese (il Servizio fitosanitario e la sezione provinciale del dipartimento Agricoltura) nulla hanno eccepito all'espianto dei 211 alberi di ulivo, concedendo di fatto l'autorizzazione alla Tap.

A Melendugno, sede del cantiere, prima della decreto cautelare, erano stati espiantati e ricollocati 157 ulivi. Ora rimangono da sistemare gli ultimi alberi, comprese le 16 piante monumentali, per le quali c'è da attendere l'autorizzazione della commissione regionale.

Ma, soprattutto, sarà importante verificare quali saranno gli ulteriori sviluppi per il cantiere salentino di Melendugno e quali altre azioni di protesta stanno preparando i cittadini ed i sindaci dei comuni coinvolti che stanno portando avanti una battaglia per la salvaguardia del proprio territorio.

Pubblicità

#Salento