"Trovare l'America"; "lo zio d'America"; "Mamma mia, dammi cento lire, che in America voglio andar..." Ormai, è proverbiale, anche adesso che l'Italia non è più un paese di contadini affascinati dal mito dell'abbondanza d'oltreoceano. Del resto, non si può dire che degli #USA si possa fare a meno, in politica estera e nel mercato mondiale. Al di là dell'Atlantico, il gigante incombe sempre.

Comprensibile, dunque, la scelta del Museo del Novecento, a Milano: dedicare una #mostra al mito americano nell'arte italiana. L'evento sarà aperto dal 13 aprile al 17 settembre 2017. Il titolo scelto è: "New York New York. Arte Italiana: la riscoperta dell'America".

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La mostra è a cura di Francesco Tedeschi, con Francesca Pola e Federica Boragina; è promossa dal Comune di Milano e dalle Gallerie d'Italia, in collaborazione con la casa editrice Electa.

Dal Futurismo alla Pop Art

La mostra comprende circa 150 opere di artisti italiani che hanno avuto contatti con gli Stati Uniti (in particolare con New York), o che hanno semplicemente cercato di immaginarli, sognandoli come un mondo più libero e dinamico rispetto alla "vecchia" Europa. Le correnti prese in considerazione saranno due fra le principali del Novecento: il Futurismo e la Pop Art.

Ciò che le unisce è l'intento di rappresentare la contemporaneità, fatta di tecnologie rampanti e produzione in serie. Dal Futurismo alla Pop Art, dunque, l'America si snoda in pitture e sculture che la vogliono simbolo assoluto della suddetta contemporaneità.

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Ne è esempio l'immagine con cui la mostra viene pubblicizzata: "Grattacieli e Tunnel" di Fortunato Depero (1930), una composizione quasi liquida di vetro, cemento e luci.

Il percorso della mostra

"New York New York. Arte italiana: la riscoperta dell'America" si snoda attraverso due sedi: il Museo del Novecento e le Gallerie d'Italia, appunto. L'inizio del percorso è dedicato alle opere nate dai soggiorni di Fortunato Depero e Giorgio De Chirico a New York, negli anni Trenta; questa parte è dedicata anche all'apertura della succursale della Galleria della Cometa di Anthony Pecci Blunt e Libero De Libero.

La mostra prosegue con opere realizzate fra gli anni Cinquanta e Sessanta da Lucio Fontana, Costantino Nivola, Tancredi, Afro, Giulio Turcato, Tano Festa, Gastone Novelli, Pietro Consagra, Toti Scialoja. In queste, l'immagine di New York sembra condizionata dall'impressione diretta e dalla nostalgia. Da questi sentimenti, derivano le forme di sperimentazione che contrassegnano tali opere.

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La sezione termina con pezzi di Mimmo Rotella, Sergio Lombardo, Emilio Isgrò, Arnaldo Pomodoro, ispirate alla figura di John F. Kennedy e alla sua morte violenta. Una parte a sé può esser considerata quella dedicata alla fotografia di Ugo Mulas, che documenta gli incontri con gli artisti americani degli anni Sessanta, nei loro stessi studi.

Le Gallerie d'Italia ospitano un complemento alla mostra, dedicato all'attenzione di musei e collezionisti americani per l'arte italiana. E' il caso della mostra "XX Century Italian Art", tenutasi nel 1949 al Museum of Modern Art di New York. Questa sezione presenta opere di Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Massimo Campigli, Marino Marini e Virgilio Guidi, per poi proseguire con firme degli anni '50 e '60. #Cultura Milano