La religione dello squadrismo e del saluto romano. La professa #don Orlando Amendola, cappellano del Campo X del Cimitero Maggiore di Milano, quello dove sono sepolti i caduti della Repubblica Sociale italiana e dove lo scorso 29 aprile con un blitz mille attivisti di estrema destra hanno aggirato il divieto della Prefettura di svolgere manifestazioni fasciste e paramilitari. Stavolta l'iniziativa, finita su Youtube, è del prete "camerata" che ha voluto commemorare il rapinatore squadrista Salvatore #Umberto Vivirito a quarant'anni dalla sua morte con tanto di saluto fascista vietato dalla legge italiana.

Il 'cappellano dei camerati' commemora come eroe il rapinatore squadrista

Commemorato come un "eroe" durante la cerimonia che don Orlando Amendola, meglio conosciuto come il "cappellano dei camerati", ha voluto officiare al Campo X del Cimitero Maggiore di Milano in occasione del quarantennale della morte di Umberto Vivirito.

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Vivirito morì il 21 maggio 1977 a soli 22 anni, per una ferita d'arma da fuoco che lo aveva raggiunto nel corso di una rapina a una gioielleria a piazza Udine a Milano, durante la quale uccise con sei colpi di pistola il titolare e ferì la moglie.

Vivirito morì dopo due giorni all'ospedale. Considerato un "manovale" del terrorismo di stampo fascista, compì la sanguinaria rapina per finanziare Avanguardia nazionale, formazione neofascista, dichiarata fuorilegge nel 1976, ma riattivata l'anno scorso. E proprio alla presenza di esponenti del movimento di estrema destra, oltre che di parenti e nipoti del rapinatore squadrista, don Amendola ha officiato il rito. Nelle parole commemorative, Vivirito viene tratteggiato come un "giovane raro" che si domandava perché non venisse rispettata la dignità umana di ogni individuo tramite la solidarietà sociale e perché gli altruisti fossero esclusi dalla società borghese.

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Un eroe che si batteva per l'ideale oltraggiato, "un coraggioso che non schivava il combattimento".

Il rito fascista del 'presente'

La cerimonia si è conclusa con il rito fascista del "presente", ovvero dopo le testimonianze di altri due camerati, tutti i presenti, prete compreso, all'esclamazione della formula "Per il camerata Umberto Vivirito", hanno risposto "presente", facendo il saluto romano. Saluto fatto anche da don Amendola che non è nuovo ad esibizioni del suo "credo", come la scelta di farsi fotografare al gazebo elettorale di un candidato della formazione neonazista Lealtà Azione, Stefano Pavesi, eletto a Milano con la Lega Nord.

Cerimonie neofasciste al cimitero

Don Amendola partecipa ogni anno alla cerimonia che, provocatoriamente, il 25 aprile organizzazioni di estrema destra tengono al Campo X del Cimitero Maggiore di Milano per onorare i caduti della Repubblica di Salò. Quest'anno è stata vietata dalla Prefettura e per aggirare il divieto, gli attivisti hanno fatto un'azione a sorpresa qualche giorno dopo, il 29 aprile. Il prefetto all'indomani dell'episodio aveva annunciato che i partecipanti sarebbero stati denunciati all'autorità giudiziaria.

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La procura ha aperto un fascicolo a carico di una dozzina di loro per manifestazione fascista e non autorizzata. #Cronaca Milano