Novità in arrivo per quanto riguarda la #revisione auto. Il Ministero dei Trasporti ha tempo fino al 20 maggio 2017 per recepire la direttiva europea 2014/45 che prevede l’istituzione, entro un anno, del nuovo certificato sui chilometri percorsi dall’auto che viene sottoposta a revisione.

La novità è stata ricordata nei giorni scorsi anche dall’Unione Nazionale Consumatori che ha sollecitato il governo ad attivarsi in vista della prossima importante scadenza al fine di consentire l’attuazione di una norma pensata a tutela dei consumatori.

Come cambia la revisione auto con il nuovo certificato sui chilometri percorsi

La direttiva europea 2014/45 istituisce, a partire dal 2018, il Certificato di revisione che dovrà riportare tutti i valori rilevati durante i controlli previsti dalla revisione, inclusi i chilometri percorsi.

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La novità della registrazione della percorrenza chilometrica è stata pensata per ridurre le frequenti frodi che si registrano nelle compravendite di auto usate, quando i chilometri vengono ritoccati al ribasso dai venditori per ricavare un prezzo di più alto.

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, le nuove regole porteranno ad un miglioramento del sistema delle revisioni auto in quanto, la stessa direttiva europea 2014/45 prevede norme più stringenti anche per il personale che effettua la revisione periodica, oltre che per lo stesso proprietario che diventa ‘garante’ delle condizioni della sua auto.

Ricordiamo, infatti, che già quest’anno sono entrate in vigore nuove norme che prevedono una maggiore preparazione per il personale addetto ai controlli, per i quali sono previsti corsi di formazione e di aggiornamento periodici a frequenza obbligatoria.

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Quando fare la revisione auto

Le nuove norme sulla revisione prevedono anche l’ampliamento delle categorie per le quali diventano obbligatori i controlli periodici, come i rimorchi sopra le 3,5 tonnellate, i trattori che possono raggiungere velocità superiori a 40 chilometri l’ora e, a partire dal 2022, anche i veicoli a 2 o 3 ruote di cilindrata superiore a 125 cc.

Rimane invariata la frequenza delle revisioni, prevista per la prima volta 4 anni dopo l’immatricolazione e, successivamente, ogni 2 anni, anche se viene introdotta la facoltà per i singoli Stati membri di introdurre controlli più frequenti per le auto che hanno superato i 160 mila chilometri percorsi o incidentati, sottolineando, in questo modo, la necessità che i controlli rimangano sotto la responsabilità statale anche se questi vengono effettuati da soggetti privati.