Quella che doveva essere una semplice correzione alla legge di bilancio, per rispondere agli appunti mossi da Bruxelles al nostro esecutivo in materia finanziaria, rischia di diventare una vera e propria nuova manovra. La dimostrazione è l’alto numero di proposte che sono arrivate ieri, giorno di scadenza per la presentazione degli emendamenti, da parte di tutti i gruppi parlamentari.

Manovra bis, depositati 2600 emendamenti

Sono 2600 gli emendamenti depositati, anche se di questi la Commissione Bilancio ne ha già cestinati 900. La Legge di Bilancio, entrata in vigore dal 1° gennaio, mai come questa volta ha lasciato diversi punti in sospeso, avendo saltato un passaggio importante quale era la discussione sugli emendamenti in Senato.

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La crisi di Governo per le dimissioni dell’allora Premier, Matteo Renzi, all’indomani del referendum costituzionale, portarono la manovra a passare lo scoglio del Senato con testo bloccato. In pratica, a Palazzo Madama si approvò la legge senza correggere niente, tanto è vero che molti dei punti che sarebbero stati discussi allora, tornano in auge nella manovrina.

Lotta contro l'evasione del bollo auto

Un emendamento che rischia di avere un impatto forte sulla vita dei cittadini è del PD e riguarda la lotta all’evasione del #Bollo auto. Non si tratta di una novità, perché di questo se ne parlò già in sede di approvazione della manovra finanziaria di fine 2016, ma adesso si torna a trattare il collegamento del bollo auto con la #revisione degli autoveicoli. I centri revisione autorizzati o la Motorizzazione Civile, se passasse l’emendamento, avrebbero il potere di rifiutare di effettuare la revisione agli autoveicoli sui quali non è stato pagato il bollo auto.

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In pratica, anche i centri revisione avrebbero accesso alla banca dati del bollo e nel caso in cui un autoveicolo ne risultasse scoperto, non darebbero seguito alle operazioni di revisione.

Bollo auto, nuove regole sulla revisione per volere della UE

Proprio adesso che sulla revisione entreranno in scena le nuove regole delle direttive della UE. Infatti, viene confermata la prima revisione a quattro anni dall’immatricolazione per i nuovi veicoli, ma che va fatta anche prima se si raggiungono i 160mila Km. Per gli anni successivi, la revisione resta biennale, ma come dicevamo, potrebbe essere necessario dimostrare di essere in regola con la tassa automobilistica. Sarebbe un ennesimo inasprimento all’evasione della tassa, che seguirebbe le direttive messe in atto in alcune regioni (la Puglia per esempio), dove si è dato mandato alle forze dell’ordine di andare a domicilio dei cittadini a togliere le targhe a veicoli con il bollo evaso da più di tre anni.

Vita dura per chi non è in regola

Una delle tasse più evase, molte volte per necessità e per disagi economici, che rischia di mettere a rischio le autovetture degli italiani.

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Infatti, se l’evasione del bollo, fino ad oggi non ha compromesso l’utilizzo del veicolo, salvo il caso delle regioni che hanno adottato o minacciano di adottare il pugno duro di cui parlavamo prima, per la revisione il discorso è diverso. Senza il bollino di regolarità che il centro revisione affigge sul libretto di circolazione, l’automobile non può essere usata. Le multe previste vanno da 168 euro a 674 euro con sospensione della circolazione, annotata sul libretto da parte degli organi di polizia, fino a che non verrà fatta la revisione.

Multe salate e rischio fermo amministrativo

Per di più, in casi particolari, come l’utilizzo del veicolo in autostrada, essere beccati con la revisione scaduta porta al fermo immediato del veicolo. Lo stesso per i casi di recidività o per la circolazione con il veicolo sospeso da un precedente controllo. Senza contare che l’evasione del bollo finisce tra le grinfie di #Equitalia e delle cartelle esattoriali. il fermo amministrativo del veicolo infatti è forse l’arma più utilizzata dal concessionario per scoraggiare i contribuenti e farsi pagare le tasse.