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Su molte #strade italiane, specialmente al nord, dal 15 novembre 2017 al 15 aprile 2018 i veicoli devono essere dotati di pneumatici invernali adatti a neve e ghiaccio o di catene da neve. Così il 15 novembre è scattato l'obbligo di legge per i veicoli a motore di montare #gomme invernali o di avere catene da neve a bordo.

Il prefetto a Cortina obbliga le catene a bordo

Negli ultimi giorni uno dei comuni italiani più famose del Paese, #Cortina d'Ampezzo in provincia di Belluno, è stata protagonista di ingorghi stradali e tamponamenti a catena che hanno bloccato il traffico. Il tutto stato causato, molto probabilmente, da veicoli non ben equipaggiati per la stagione invernale che, scivolando, hanno tamponato altri veicoli.

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In media ogni automobilista spende all'incirca 300 Euro per le gomme invernali, obbligatorie in molte parti d'Italia, da Novembre ad Aprile. A seguito di quanto successo nel famoso comune bellunese il prefetto ha deciso, in barba al codice della strada, di obbligare gli automobilisti a dotarsi anche di catene anti scivolo. Il regolamento stradale [VIDEO] sull'argomento è molto chiaro: "I veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi anti-sdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve e ghiaccio", dunque il codice stradale prevede o uno o l'altro, non entrambi. Gli automobilisti che verranno fermati e pizzicati senza la presenza a bordo di catene da neve potrebbero pagare una multa molto salata che arriva fino a 335 Euro. Siamo tutti d'accordo che la sicurezza quando si conduce un veicolo è al primo posto, ma allora c'è qualcosa che non torna nel regolamento nazionale: se montare gomme termiche equivale a dotarsi di catene da neve perché il prefetto ha ordinato la presenza obbligatoria delle catene? Questo comportamento potrebbe essere emulato da tantissimi altri prefetti di zone montane, andando così in contrasto con la legge nazionale.

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Le parole del sindaco di Cortina

Secondo il primo cittadino del rinomato comune la colpa dei tamponamenti è dovuta alla presenza massiccia di autovetture per le strade comunali, ovvero di persone che utilizzano l'auto anche per piccoli spostamenti oltre a una notevole presenza di camion. La Confartigianato di Belluno replica alle accuse: "l'incoscienza non ci appartiene", e ribatte "Il problema di Cortina sono le strade che sono rimaste quelle dalle Olimpiadi invernali del 1956".