Le banche concedono mutui per la casa, finanziamenti alle imprese e prestiti finalizzati dopo aver valutato ed analizzato le credenziali creditizie dei richiedenti. Spesso però il denaro erogato non viene rimborsato e la banca deve di conseguenza far fronte a crediti in sofferenza. Gli ultimi dati ufficiali della Banca D'Italia, quelli relativi al mese di febbraio del 2014, rivelano che il sistema bancario complessivamente deve far fronte a sofferenze per un controvalore pari a ben 162,03 miliardi di euro.



Una quota rilevante di queste sofferenze è riconducibile però alla concessione di grandi prestiti per un controvalore pari a 107,6 miliardi di euro, e per una percentuale sul totale pari al 66,1% rispetto a 54,97 miliardi di sofferenze bancarie che riguardano invece i prestiti minori.

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Questo è quanto emerso, tra l'altro, da un'elaborazione di Unimpresa su dati della Banca D'Italia a conferma di come la maggioranza delle sofferenze bancarie sia frutto di grandi prestiti concessi a gruppi societari che, essendo entrati in difficoltà, sono diventati insolventi.



Ne consegue che non è tutta colpa delle famiglie se le banche hanno una montagna di crediti non riscossi. Spesso è peraltro paradossale come per esempio un commerciante spesso si veda rifiutata una richiesta di finanziamento per poche migliaia di euro, e come invece in certi casi medie e grandi imprese, già indebitate, ottengano ulteriore credito da parte del sistema bancario. Secondo Paolo Longobardi, Presidente di Unimpresa, le banche nel concedere credito alle imprese non dovrebbero solo valutare i bilanci, ma dovrebbero prendere in considerazione anche quelli che sono i progetti e le prospettive.

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