Le nuove notizie sui giovani creano aspettative e desiderio di andare avanti. Leggiamo sui giornali che vi sono offerte di mutui, garantiti al 50% dallo Stato, attraverso nuovi strumenti, destinati alle giovani coppie, ed anche bandi promossi da altre amministrazioni, per erogazioni di aiuti, sempre destinati alle stesse coppie e per lo stesso scopo. In aggiunta è intervenuta anche la Cassa Depositi e Prestiti con il suo Plafond. Esaminiamo il primo strumento rappresentato dal Fondo di Garanzia per l'acquisto della prima casa.

Mutui col fondo di garanzia

Il fondo di garanzia statale copre il 50% del capitale dei mutui prima casa, fino ad un massimo di 250.000 euro per l'acquisto, ristrutturazione o per migliorare l'efficienza energetica.

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Possono accedere a questo fondo, oltre alle giovani coppie, anche famiglie numerose e nuclei familiari monogenitoriali, con figli minori, e i giovani con contratto di lavoro atipico, con età inferiore a 35 anni. Da informazioni ABI, da febbraio ad ottobre 2015 sono già stati concessi mutui per 125 milioni di euro, mentre altri 96,5 milioni  sono in fase di erogazione. Questo strumento è in grado di coprire 15 miliardi di euro.

Provvedimenti regionali e Cassa Deposti e Prestiti

I bandi accennati prima si riferiscono ad aiuti prima casa, approvati dalle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna. Il secondo strumento, invece, è l'intervento predisposto dalla Cassa Depositi e Prestiti: le banche che si sono convenzionate sono circa 70, possono concedere mutui per acquisti e ristrutturazioni di abitazioni da destinare alle giovani coppie, famiglie con disabili e famiglie numerose.

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Gli istituti di credito sottoscrivono il finanziamento con la CDP, e poi applicano un tasso agevolato ai loro clienti. Queste misure hanno un sicuro impatto: sono le misure per smuovere l'edilizia. Difatti con l'acquisto delle case si vivacizza il mercato del mattone. Sono misure, quelle descritte, che sono a costo quasi zero e potevano essere messe in atto anche molto tempo prima, per evitare la depressione totale dell'economia.

La fantasia delle banche

Durante la crisi economica degli ultimi anni le banche si sono chiuse a riccio, negando finanziamenti al settore edile. In molti casi hanno messo i clienti inadempienti in morosità ed hanno proceduto alle esecuzioni immobiliari ma con sorpresa si sono accorti poi di ricavare solo una parte del loro credito e con l'aggravante delle spese legali. Molte volte hanno ceduto i crediti a privati tanto per recuperare qualcosa, con accordi tra le parti. Insomma le banche non hanno avuto fantasia. Potevano evitare il tutto chiedendo ai clienti morosi solo il 10% dell'arretrato e rinnovare i mutui per un periodo più lungo, dando una possibilità di recupero ed avere così sofferenze molto minori.

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La verità è che le banche, anche se istituzioni molto potenti, non brillano per fantasia, e sono ancora legate a regole economiche ormai superate. Ci ha pensato il Presidente Draghi a risollevare le sorti, sopperendo alle loro indecisioni. #Governo #Matteo Renzi