Questa mattina a #Napoli migliaia di giovani sono scesi in piazza per lo #sciopero indetto dai sindacati di base contro il governo di #Matteo Renzi, le sue riforme, la Buona scuola e le misure di austerità. Studenti delle scuole locali, lavoratori, disoccupati, tutti in strada per far sentire la propria voce e rivendicare il diritto alla dignità. "Licenziamenti, cassa integrazione, il vero terrorismo è quello del padrone": solo uno dei tanti cori che si sono elevati dalla folla mentre attraversava le strade della città partenopea.

Il corteo, partito da Piazza del Gesù Nuovo, ha percorso le principali vie del centro di Napoli, in concomitanza con lo sciopero dei trasporti pubblici in diverse città italiane.

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La giornata di scioperi è cominciata all'Interporto di Nola, dove all'alba decine di lavoratori Almaviva, licenziati Fiat e precari, sono intervenuti. Tra gli obiettivi della manifestazione quello di protestare contro la privatizzazione della scuola pubblica, il modello autoritario dei presidi manager, la precarietà dei lavoratori e l'alternanza scuola/lavoro, che condanna i giovani ad un futuro di sfruttamento. I manifestanti invitano a prendere una precisa posizione al Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016: votare NO e mandare a casa il governo Renzi.

La riforma Costituzionale in breve

La riforma, proposta dal ministro Maria Elena Boschi, mira al superamento dell bicameralismo perfetto che caratterizza l'assetto costituzionale italiano:

  • La camera dei deputati diventa l'unico organo ad approvare le leggi ordinarie e di bilancio e ad accordare la fiducia al governo;
  • Il Senato passa a cento senatori, che non saranno eletti direttamente dai cittadini;
  • Il Presidente della Repubblica viene eletto dalle camere in seduta comune;
  • Il Cnel, Consiglio Nazionale per l'economia e il lavoro, viene soppresso.

Il quesito referendario, nel cui testo si evidenzia la riduzione del numero dei Parlamentari, è stato fortemente criticato poiché secondo alcuni conterrebbe implicitamente un invito al SI.

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Gli Italiani sono chiamati alle urne per domenica 4 dicembre 2016.