Risolto cold case di 19 anni fa: per l'#omicidio di Gennaro De Simone sono stati arrestati due affiliati al clan Longobardi-Beneduce. I #Carabinieri della compagnia di Pozzuoli ieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Villano Gianpaolo e Alberto Cimmino. Per gli inquirenti sono loro gli autori del delitto in cui il 5 gennaio del 1997 a Pozzuoli finì sotto i colpi di un'arma da fuoco Gennaro De Simone. Il provvedimento è stato spiccato dal Gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Gli indagati erano già in carcere per scontare delle pene per condanne inflittegli per associazione camorristica.

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Cosa ha consentito la svolta

Determinanti ai fini della risoluzione del caso si sono rivelate le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, grazie alle quali gli inquirenti hai poi scoperto che la vittima - inizialmente ritenuta al di fuori degli ambienti malavitosi - era diventato l'autista di un personaggio di spicco della criminalità puteolana, Giacomo Russolillo, a cui probabilmente i sicari miravano. All'epoca dei fatti era in atto una lotta tra le due consorterie camorristiche che si contrapponevano sul territorio: i Sebastiano-Bellofiore e i Longobardi-Beneduce. La faida provocò diversi morti.

Il delitto

Al momento dell'uccisione De Simone si trovava in via Verga, in località Monteruscello. I Killer spararono diversi colpi d'arma da fuoco e gli bucarono l'avambraccio destro e la gamba sinistra.

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Nell'agguato rimase ferito anche un altro uomo, Francesco Palumbo, gestore di un circolo di videogiochi che si trovava in zona. In un primo momento si ipotizzò che la vittima fosse stata colpita per errore dai sicari del clan Sebastiano-Bellofiore, si pensò che si era solo trovato nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Fu ammazzato nei pressi di un circoletto in cui si riunivano gli affiliati al clan Longobardi-Beneduce, consorteria al cui vertice si poneva anche un cugino della vittima, Umberto De Simone, detto o' stuort. "Grazie, quindi, ai collaboratori di giustizia, all'epoca schierati nell'una o nell'altra compagine criminale, si è riusciti a ricostruire nei dettagli la dinamica di tale agguato, il movente e gli esecutori materiali": sono le parole del procuratore aggiunto Filippo Beatrice, si evincono dalla nota diffusa dalla Procura di #Napoli per comunicare l'ordinanza emessa a carico dei due indiziati dopo quasi 20 anni di indagini.