Molti comuni della città metropolitana di Napoli si ritrovano associati ad una pessima fama nella maggior parte dei casi immeritata. Può essere per via di stereotipi duramente piantati nella cultura italiana o per l'immagine che i media continuano a trasmettere della città. Ciò non toglie che molti comuni dell'area si ritrovano a dover affrontare una reputazione ingiustamente affibbiata e a tentare difficilmente di scrollarsela di dosso. Il comune di Somma Vesuviana ha deciso di tentare attraverso un patrimonio rinascimentale dimenticato: la Chiesa di Santa Maria del Pozzo.

Un tesoro con dentro un tesoro

Fondata nel 1510 dalla regina Giovanna III d'Aragona, la chiesa di Santa Maria del Pozzo nacque come complesso francescano. Questo era stato costruito sopra un'area occupata da un'antica chiesa di epoca medioevale che aveva a sua volta sfruttato gli ambienti di una villa di epoca romana.

Quest'area, denominata Chiesa inferiore, veniva utilizzata come cimitero per le famiglie gentilizie e per i frati cartesiani della grancia di Somma del convento di San Martino. L'area presenta un ciclo di affreschi risalenti all'epoca bizantina che ritraggono Cristo con una lunga teoria di Apostoli e un gran numero di frammenti raffiguranti episodi della Vita di Gesù.

Oltre a questi ci sono altri affreschi risalenti alla metà del Trecento commissionati dal re Roberto d'Angiò, il quale aveva commissionato la restaurazione della chiesa per celebrare il matrimonio tra il principe Andrea e la nipote Giovanna.

Anche la zona superiore della Chiesa presenta diverse aree di notevole interesse artistico, tra cui un chiostro rinascimentale formato da porticati ad archi che include una decorazione pittorica, rinnovata nel 1721 dall'artista Ilarione Carisio, raffiguranti episodi della vita di Cristo e San Francesco d'Assisi. Di questi purtroppo sono sopravvissuti solo pochi frammenti.

Un rilancio in grande stile

La chiesa è stata recentemente restaurata e per questo la rivista d'Arte e archeologia "Summae Civitas", prosieguo della rivista "Summana", ha dedicato un intero numero alla chiesa, alla sua storia, alle sue meraviglie artistiche e ad eventi storici legati al convento e a Somma Vesuviana. Per celebrare la cosa il comune ha organizzato una celebrazione dove sono state offerte specialità locali tra cui marmellata di albicocche, la cui varietà vesuviana è prodotta nella stessa Somma.

Il tutto culminerà il giorno 18 settembre con una presentazione di sculture dell'artista Jago, in modo da unire le meraviglie del passato con quelle del presente.