Le assunzioni, in Italia, rappresentano il primo incubo dei vari governi che si sono succeduti. Dal Centrodestra al Centrosinistra, tra le tante problematiche affrontate, quella su cui sono andati a sbattere praticamente tutti, è quella relativa al problema della disoccupazione; soprattutto tra gli under 30. È sbagliato pensare che aumentare le assunzioni significhi dare più lavoro. Un'assunzione, infatti, comprende innanzitutto la stipula di un contratto di lavoro e non sempre questo è un dettaglio scontato. Il contratto di lavoro è un documento che, secondo la legge italiana, prevede un accordo regolato giuridicamente e stipulato tra un datore di lavoro (una persona giuridica, una persona fisica o anche un ente dotato di soggettività) e un lavoratore. Quest'ultimo che, per forza di cose, è necessariamente una persona fisica. Queste caratteristiche sono contenute all'interno del Codice Civile Italiano e anche in altre leggi speciali, come, ad esempio, il decreto legge noto come Riforma Fornero. A quest'ultimo si aggiunge, ancora, il decreto che ha visto la luce il 28 giugno 2013, n. 76 e che è stato convertito in legge il 9 agosto 2013, dal ben noto Jobs Act voluto dal governo di Matteo Renzi.

Ci sono molti tipi di lavoratori e, per ciascuno di loro, esiste un particolare tipo di assunzione. Il lavoratore iscritto alle liste di mobilità, ad esempio, è una persona iscritta in particolari liste a seguito di licenziamenti collettivi o di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. I Disoccupati da oltre 24 mesi, ancora, possono dimostrare questo requisito solo ed esclusivamente attraverso una certificazione rilasciata dal centro per l'impiego. L'assunzione mediante il contratto di inserimento è un procedimento finalizzato a favorire l'integrazione o la reintegrazione dei lavoratori nel mercato del lavoro. Infine, poi, ci sono i lavoratori sospesi in CIGS, ovvero, quelli che possono usufruire di un trattamento straordinario di integrazione salariale per almeno tre mesi, anche non continuativo. A questo elenco si possono aggiungere anche le assunzioni di sostituzione maternità e anche i contratti di apprendistato. Verrebbe da dire che di contratti, ce ne sono moltissimi, ciò che manca veramente è qualcuno disposto a farli firmare.