Una delle principali cause di morte al mondo e, ovviamente, anche in Italia, sono gli incidenti stradali. Gli ultimi dati forniti dall'Istat sono datati luglio 2016 e sono relativi all'anno 2015. I numeri in questione affermano che, per le strade del Belpaese, sono avvenuti 174.539 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.428 vittime e 246.920 feriti. L'ultimo censimento, inoltre, ha mostrato un dato allarmante: per la prima volta dal 2001 aumentano le vittime della strada (+1,4% rispetto al 2014). Calano, invece, gli incidenti (-1,4% su anno) e i feriti (-1,7%).

I numeri del 2015 hanno mostrato che anche in Europa c'è stato un netto aumento delle vittime di incidenti stradali; con un +1,6% rispetto al 2014 (26.311 contro 25.896). Tornando in Italia, su questi numeri, ha avuto un ruolo chiave l'aumento della mortalità registrata su autostrade e raccordi (+6,3%) e strade extraurbane (+2,0%). Lieve miglioramento sulle strade urbane (-0,2%).

Entrando più nello specifico, a trovare la morte sono soprattutto i motociclisti (773, +9,8%) e i pedoni (602, +4,1%). Calano gli automobilisti morti in incidenti stradali (1.468, -1,5% ) così come i ciclomotoristi (105, -6,3%) e anche i ciclisti (251, -8,1%). Tra le principali cause di un sinistro ci sono la guida distratta, la velocità troppo elevata e il mancato rispetto della distanza di sicurezza. Questo dato è facilmente dimostrabile dalla presa in visione delle sanzioni effettuate, tra cui spiccano l'eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l'uso dello smartphone alla guida. Non è dunque per cause di forza maggiore, ma per disattenzione e negligenza nel seguire le regole che si verifica la maggior parte di queste disgrazie.

Gli incidenti stradali sono, davvero, una piaga ma, senza ombra di dubbio, l'incoscienza e la scelleratezza risultano essere profondamente peggio. Ancora una volta, occorre fare appello al buon senso di centauri e automobilisti.