Indulto, termine che deriva da indulgenza, è sinonimo di perdono. Nel diritto costituzionale è uno dei due provvedimenti di clemenza generale ad efficacia retroattiva per la liberazione dei detenuti in casi eccezionali previsti dall'articolo 79 della Costituzione italiana, ma è una misura contemplata anche in altri Stati d'Europa e del mondo. L'altra misura di clemenza generale è l'amnistia. Tra i provvedimenti di perdono, ma individuale, per i carcerati c'è anche la grazia. Ispirato originariamente da ragioni di opportunità politica e di pacificazione sociale l'indulto veniva in passato concesso dal Re ai prigionieri. Passando dalla Monarchia alla Repubblica il potere clemenziale passò in Italia nelle mani del Capo dello Stato. Poi, dal 1992, con la riforma costituzionale, la competenza passò al Parlamento.

 

La differenza tra indulto e amnistia è che il primo provvedimento condona la pena, concedendo praticamente un sconto al detenuto, mentre il secondo estingue completamente il reato per il quale viene previsto a beneficio dei detenuti. L'indulto, così come l'amnistia, viene concesso dal Parlamento ma non basta la maggioranza semplice, serva la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera. I ddl devono essere votati in ogni loro articolo e nella votazione finale, i termini per l'applicazione vengono stabiliti dalla legge che li concede, ferme restando le norme contenute nel codice penale e in quello di procedura penale.

 

L'ultima legge di indulto è stata approvata in Italia nel 2006 e concedeva ai detenuti - ma anche ai condannati in via provvisoria non carcerati - uno sconto di pena di tre anni per determinati reati. L'ultima amnistia fu invece concessa nel 1986 con decreto presidenziale del Capo dello Stato Francesco Cossiga. Attualmente quattro disegni di legge per indulto e amnistia sono all'esame del Senato della Repubblica. Un messaggio alle Camere per la concessione di misure straordinarie di clemenza contro il sovraffollamento nelle carceri italiane è stato inviato l'8 ottobre 2013 dall'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La "dottrina dell'indulgenza" è anche un aspetto della fede cristiana, affermata dalla Chiesa cattolica, che fa riferimento alla possibilità di "cancellare" le conseguenze dei peccati. Diversi papi, in passato, nelle bolle delGiubileo, in virtù dello spirito dell'indulgenza cristiana, hanno più volte rivolto appelli ai governi per la liberazione dei detenuti.