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Dopo gli ultimi anni difficili, il Milan ha tutta l’intenzione di tornare a dettare legge nel calcio che conta. Grazie al cambio di proprietà, con Berlusconi che ha ceduto il club meneghino ad una cordata cinese con a capo mister Yonghong Li, i rossoneri sono tornati ad investire grandi cifre in sede di calciomercato.

Milan, calciomercato stellare: ma a parlare sarà il campo

Sono stati ben 230 i milioni spesi dal Milan nella sessione estiva di mercato. Grazie alla sinergia dell’amministratore delegato Marco Fassone e del direttore sportivo Massimiliano Mirabelli, la società di via Aldo Rossi ha portato a casa tantissimi giocatori di spessore, tra cui il portoghese André Silva, considerato l’erede di Cristiano Ronaldo, il turco Hakan Calhanoglu, lo spagnolo naturalizzato svizzero Ricardo Rodriguez e Nikola Kalinic, attaccante croato ex Fiorentina.

A questi calciatori, meritano una menzione a parte gli acquisti di Leonardo Bonucci e Lucas Biglia. Il difensore, strappato alla Juventus in quella che è stata una vera e propria telenovela estiva, è attualmente il capitano del Milan. Il regista argentino, invece, è stato acquistato dalla Lazio e ha preso il posto di Montolivo in cabina di regia. Da segnalare - nell’estate dei rossoneri - anche il rinnovo di contratto a Gigio Donnarumma, portiere classe ’99 su cui i dirigenti rossoneri hanno voluto costruire le basi per il futuro.

Nonostante la campagna acquisti faraonica, tuttavia, l’inizio di campionato non è stato positivo per i rossoneri. Dopo le prime dodici giornate, sono già cinque le sconfitte della squadra allenata da Vincenzo Montella. Quest’ultimo, dopo i risultati deludenti, è già a rischio esonero.

Milan, da Kilpin a Yonghong Li

Il Milan è stato fondato nel lontano 1899 da un’iniziativa di un gruppo di inglesi e italiani, i quali - riuniti presso l’Hotel du Nord e des Anglais - diedero vita al ‘Milan Football & Cricket Club’.

Il primo presidente della squadra fu Alfred Edwards, ma il personaggio di quell’epoca che viene ricordato con maggiore frequenza è Herbert Kilpin, uno dei soci fondatori, a cui viene attribuita la frase ormai celebre: “Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari”.

Il periodo più florido, in termini di risultati, del Milan, risale all’epoca di Silvio Berlusconi, presidente e principale azionista dei meneghini dal 1986 fino ad aprile 2017. Sotto la presidenza Berlusconi, e con la figura di Adriano Galliani come amministratore delegato, il Milan è riuscito a conquistare ben cinque Champions League, oltre a otto scudetti, una Coppa Italia, sette Supercoppe italiane, cinque Supercoppe UEFA, due coppe Intercontinentali e un Mondiale per club. Ma tutte le storie d’amore, prima o poi, sono destinate a finire. Così, dopo un periodo in cui non ha più investito nella sua creatura calcistica, Berlusconi ha deciso di cedere i rossoneri ad una cordata cinese “capitanata” da Yonghong Li, presidente attualmente in carica.

I più grandi giocatori nella storia del Milan

Tra i calciatori che hanno fatto la storia di questo club ce ne sarebbero tantissimi da citare. Certamente indimenticabili sono stati Gianni Rivera, l’eterno capitano Franco Baresi, Paolo Maldini, Marco Van Basten, Andrij Shevchenko, Ricardo Kakà, Clarence Seedorf, Zlatan Ibrahimovic, Ronaldo, Ronaldinho, Gunnar Nordahl e Cesare Maldini.

Gli allenatori che hanno segnato, più di ogni altro, la storia di questo glorioso club sono stati Nereo Rocco, Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancelotti.