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Nato per sancire l’allenza tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, il Pdl (Popolo della libertà) ha avuto vita breve.

Il Pdl, o Popolo della Libertà, è un partito politico fondato nel marzo del 2009, nato dall'unione di Forza Italia, Alleanza Nazionale e altre formazioni politiche più piccole, come la Democrazia Cristiana per le autonomie, il Nuovo Psi, i Riformatori Liberali. Il lancio della sigla "Popolo della libertà" risale al novembre di due anni prima: durante una manifestazione a Milano, in piazza San Babila, Silvio Berlusconi salì sul predellino di una automobile e annunciò ai giornalisti: "Oggi nasce ufficialmente un nuovo grande Partito del popolo delle libertà: il partito del popolo italiano. Invitiamo tutti a venire con noi contro i parrucconi della politica in un nuovo grande partito del popolo".

Alle elezioni del 2008 infatti si presentò il simbolo del Popolo della libertà, che ottenne il 37,4 per cento dei voti, partito più votato, ed andò al governo con Berlusconi premier. Solo nel marzo del 2009 il partito vero e proprio vide il suo atto ufficiale di nascita, in un apposito congresso fondativo che si tenne dal 27 al 29 marzo di quell'anno presso la Fiera di Roma. Il partito è dotato di uno Statuto - entrato però in vigore solo nel luglio del 2011 - e di una "Carta dei valori". Il Pdl partecipò alle elezioni europee e a quelle amministrative del 2009, guadagnando consensi. I consensi furono ancora più significativi alle regionali del 2010 quando il PdL si confermò la guida di Lombardia e Veneto e strappò al centrosinistra le amministrazioni regionali di regioni importanti come il Piemonte (con il candidato della Lega Cota), il Lazio (con Renata Polverini), la Campania (con Stefano Caldoro).

Ma nel giro di un anno le tensioni al suo interno crebbero sempre di più. E' dell'aprile del 2010 la riunione della Direzione nazionale del partito nota per la domanda "che fai, mi cacci?", rivolta da Gianfranco Fini a Silvio Berlusconi.

Il fondatore di An rimproverava a Berlusconi scarsa democrazia interna al nuovo partito e di essere troppo appiattito sulle posizioni della Lega Nord, alleata del Pdl nelle regioni del Nord e invisa alla destra di An. Nel luglio del 2010, dopo l'espulsione decretata dal collegio dei probiviri del Pdl di tre parlamentari fedeli a Gianfranco Fini, si costituì un nuovo gruppo parlamentare, denominato Futuro e Libertà, con Fini leader. Il gruppo sosterrà in seguito il governo di Mario Monti e il suo progetto politico.

Nel luglio del 2011 il consiglio nazionale del Pdl elesse Angelino Alfano come segretario. Dopo le elezioni del 2013, quando Enrico Letta diventò premier, il Pdl decise di partecipare a quel governo indicando cinque ministri e due viceministri. I cinque ministri - Angelino Alfano, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi, Nunzia De Girolamo e Gaetano Quagliariello - formarono qualche mese dopo il Nuovo Centrodestra uscendo dal Pdl. Nel novembre del 2013 l'Ufficio di presidenza del Pdl deliberò - e successivamente il Consiglio nazionale ratificò - la "sospensione delle attività del Popolo delle libertà" per "convergere verso il rilancio di Forza Italia". Da allora il sito internet del Pdl - che conserva i documenti della sua breve vita - rimanda al sito forzaitalia.it.

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