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Le Poste Italiane nacquero nel 1862 prendendo spunto dalle Poste di Sardegna.

Le Poste italiane nascono nel 1862 dopo l'unità di Italia, inglobando tutte le aziende che fornivano servizio postale e prendendo spunto dalle impostazioni esistenti delle Poste di Sardegna, che regolavano i servizi di corrispondenza del regno omonimo. Con la riforma postale del 5 maggio 1862 le poste diventano amministrazione statale: vengono infatti stabilite sèecifiche norme per regolare raccolta, trasporto, smistamento e distribuzione di missive.

Nel 1875 viene istituita la cassa di risparmio postale e l'anno successivo vedono la luce i primi libretti di risparmio. Nel 1889 viene istituito il Ministero delle poste e dei telegrafi: prima di quella data, infatti, tutte le attività inerenti erano inglobate nel ministero dei lavori pubblici.

Il nuovo ministero aveva l'incarico di creare in tutta Italia uffici postali nei quali, non solo doveva essere smistata la posta (anche telegrafica) in arrivo e in partenza, ma doveva essere possibile altresì effettuare telefonate ed effettuare operazioni finanziarie. Nel 1917 viene aperto il servizio dei conti correnti postali che nel 2000 prenderà il nome di bancoposta.

Durante il fascismo, più precisamente nel 1924, il ministero delle poste e dei telegrafi subisce una ulteriore trasformazione: diventa ministero delle comunicazioni e, oltretutto, acquista molto potere (i cittadini potevano essere controllati), tant'è che venne utilizzato anche dalla censura. Successivamente in questo ministero vengono inglobati anche la Asst (azienda di stato per i servizi telefonici) e la futura Rai, all'epoca denominata Eiar. Nel decennio compreso fra gli anni '60 e '70 viene istituito il codice di avviamento postale (cap). Negli anni '90 le poste italiane entrano in forte crisi economica anche a causa della diminuzione di ben il 24% della produttività degli impiegati; questo e altri motivi furono alla base della trasformazione di Poste italiane in ente pubblico economico e del successivo passaggio a società per azioni.

Ad oggi, il 100% del capitale di Poste Italiane Spa è detenuto dallo stato tramite il ministero dell'economia e delle finanze.