Con il termine 'Quota 96' si vanno ad indicare tutti quegli insegnanti (circa 4000) che non riusciti ad ottenere l'accesso pensionistico in seguito all'introduzione delle norme previste dalla Riforma Fornero, nonostante avessero maturato i requisiti per accedere alla pensione. Perchè si definiscono 'Quota 96'? I docenti avevano acquisito il diritto di andare in pensione a 61 anni, dopo aver maturato cioè 35 anni di servizio, oppure a 60 anni con 36 anni di servizio. L'unico requisito, fino ad allora richiesto, era quello di possedere i requisiti anagrafici nonché quelli contributivi maturati alla data del 31 dicembre del 2011.

Un errore di forma, contenuto nella riforma Fornero impedì, di fatto, l'accesso alla pensione per i circa 4000 docenti ed anche se il numero dei lavoratori coinvolti nell'ingiustizia fu decisamente inferiore rispetto, per esempio a quello degli esodati (circa 140 mila) suscitò parecchio sdegno per le gravissime lacune contenute nell'ormai famosissimo decreto N. 201/2011. L'ex ministro del Lavoro, infatti, cancellò le quote in modo da impedire l'accesso pensionistico a questi insegnanti che, pertanto, sono stati costretti, loro malgrado, a proseguire la loro attività lavorativa.

Il governo attuale sta cercando di porre rimedio alla situazione che si è venuta a creare ma occorre tenere presente che il principale ostacolo per il ripristino della vecchia quota 96 è rappresentato dalle risorse finanziarie, il motivo principale per il quale il Ministero delle Finanze, nel mese di agosto del 2014, bocciò clamorosamente in Senato un emendamento al decreto della Pubblica Amministrazione che avrebbe permesso ai 'Quota 96' di accedere alla pensione. In quest'ultimo periodo, si sta parlando di riforma delle pensioni, nonché di abolizione (o comunque modifica radicale) della riforma Fornero: il nodo legato ai 'quota 96' resta comunque di difficile e di quanto mai problematica risoluzione proprio perchè, oramai, l'accesso alla pensione di questa categoria di lavoratori potrebbe scatenare un 'effetto domino' verso altre classi lavoratrici che potrebbero, a loro volta, rivendicare i loro diritti causando gravi ripercussioni sul bilancio previdenziale dello Stato italiano.