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Il cantautore di Zocca rappresenta uno dei più sensazionali fenomeni rock italiano degli ultimi decenni.

Vasco Rossi

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Amministratore: Armando Areniello
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    vascorossi
    18 novembre 2017

    Con Pepsy Romanoff ... finito il monumentale montaggio del Concerto del secolo il di Modena Park ...presto in DVD …tre ore e mezzo di musica da vedere e da goderee!!

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    vascorossi
    16 novembre 2017

    in AbusivaEsclusivaOnly4u... un po' di grafica .. qui si vede la scatola che conterrà le 5 buste con 3 CD e 2 DVD ( scatolina tipo tutto in una notte ) + libretto foto le bustine sono qui simulate vicine fronte e retro ( sono 5 ma messe vicine formano l’ immagine intera ) .. stessa grafica per queste e le 5 buste degli LP ...!!

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    vascorossi
    14 novembre 2017

    Ho sempre avuto la fissazione della chitarra, per me lo strumento rock principe. Per amore del rock io ho rinunciato a suonarla sul palco perché volevo avere in prima linea una band che suonasse intera ed elettrica. Quanta strada, però, per arrivare alla…band migliore al mondo!! I miei primi anni ’80 all’insegna della goliardìa e il passaggio di svariati musicisti, tutto serviva per imparare e migliorarsi. Poi la Steve Rogers band, le nostre prime avventure insieme e presto le strade che si dividono. La svolta per me decisiva arriva nel 1989, anno cruciale di grande cambiamento: produco da solo l’album “Liberi Liberi” e poi seleziono le chitarre e la band che mi accompagnerà nell’importantissimo tour ‘89: scelgo di puntare su Andrea Braido, chitarrista tecnicamente straordinario e al suo fianco prendiamo Davide Devoti, un personaggio che bene può rimpiazzare il ruolo di Riva alla chitarra ritmica. Penso di aver “svoltato”, la coppia funziona sul palco , e invece no. Evidentemente Braido non aveva capito che lo avrei fatto diventare “il mio” chitarrista e, dopo “Fronte del Palco” ’90, se ne va a fare il turnista con Zucchero, senza nemmeno avvertirmi, alla vigilia del successivo tour ’91…mondiale! A quel punto decido di riprendere Solieri, quell’anno a spasso perché la Steve Rogers band si era sciolta. E gli lascio accanto Davide Devoti. In seguito comincio a mettere giù le basi de “Gli spari sopra”, ricreando con Massimo Riva e Tullio Ferro il gruppo “autori-in-libera-creatività” con una full immersion a Villa Condulmer dove nascono i primi importanti brani dell’epico album. Nell’inverno1992/’93 vado per la prima volta, a registrare l’album in uno studio a Los Angeles e, dalla prima volta che sento suonare Stef Burns la chitarra, capisco che è lui il “mio” chitarrista, l’ideale alter ego di Vasco Rossi sul palco. Ci separerà ancora un tour. Nel frattempo, per “Gli Spari sopra tour del ‘93, per rendere ancora più spettacolare lo show, decido di introdurre un eccitante duello di chitarre, e li chiamo tutti e due sul palco: Andrea Braido e Maurizio Solieri. Alla ritmica anche Nando Bonini e al basso il Gallo, che rientra definitivamente nella band, al posto di Lorenzo Poli. Stef arriverà nel 1995, con “Rock sotto l’assedio” e non è un caso che stia al mio fianco da oltre 20 anni, sempre al passo con i tempi e con le mie esigenze a volte perfezioniste, il suo tocco è autenticamente rock. Va da sé che da quando è entrato lui, nel gruppo anche la batteria da quel momento ha parlato inglese. Ho sempre dato massima priorità allo spettacolo che deve essere rock e anche il rock ha le sue regole. Per finire e per la cronaca: nel 1996, richiamo Riva nel suo ruolo, perfetto accanto a Stef Burns e soltanto dopo la sua scomparsa nel 1999, Solieri tornerà a far parte del gruppo per amore dello spettacolo e della continuità della storia. Fino all’arrivo di Vince Pàstano, “allievo” di Stef e arruolato con ottimo fiuto nella band da Guido Elmi. E io posso finalmente contare sulla banda migliore al mondo !! ( ..per l'ora di storia)

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    vascorossi
    10 novembre 2017

    Klippi..!! ..finiti i lavori di mixaggio e mastering del concerto di Modena Park..ascoltiamo il primo "vinile"..con Biancani Nicola e Fini ..alla Fonoprint..!!

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    vascorossi
    5 novembre 2017

    l'Ora di..Storia..! Il 7 e 8 luglio del 1995, a un paio di anni dall’uscita di Gli spari sopra, Vasco torna a San Siro per due date molto importanti: Rock sotto l’assedio, due concerti dedicati al popolo dell’ex Jugoslavia, al momento devastato dalla guerra dei Balcani. Al suo fianco, per la prima volta, colui che diventerà il guitar axe per antonomasia dei suoi concerti, Stef Burns, e colui che lo era stato nei primi anni della sua carriera, Maurizio Solieri. Poi Riva e Bonini alle ritmiche, per un totale di quattro chitarre, come neanche i Gipsy Kings. Quindi Tedeschi alla batteria e Golinelli al basso. Rocchetti alle tastiere e Andrea Innesto ai fiati. È in quell’occasione che Vasco interpreta per la prima volta la cover di Generale, classico di Francesco De Gregori, facendola propria. Poco prima, era stato proprio il cantautore romano a fare, durante una tournée, Vita spericolata, dando al brano i gradi di classico della canzone italiana. Con questi due concerti, Vasco punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tragica situazione nei Balcani, senza con questo entrare nel teatrino degli eventi benefici, spesso oggetto di carità pelosa. Il fatto di non aver devoluto l’incasso dei due concerti ai popoli colpiti dalla guerra darà modo a qualche giornalista di attaccarlo, manco a dirlo. Il 14 settembre del 1995 Vasco riceve il Telegatto, l’Oscar della rivista Tv Sorrisi e Canzoni, come artista dell’anno e per l’evento musicale del 1995, proprio Rock sotto l’assedio. Il 24 gennaio del 1996, in inverno come per Gli spari sopra, arriva Nessun pericolo... per te, undicesimo album di studio di Vasco Rossi. In concomitanza arriva in libreria Diario di bordo del capitano, antologia di appunti di viaggio, testi, poesie e riflessioni varie raccolte da Vasco nel corso degli ultimi anni. Entrambi finiranno in testa alle rispettive classifiche, ma ormai non se ne sorprende più nessuno. L’album vende subito 400.000 copie, il libro 100.000. Alla fine il primo si fermerà oltre il milione, il secondo intorno alle 300.000. Nessun pericolo... per te è, di fatto, il black album di Vasco, con quella copertina completamente scura, eccezion fatta per il logo triangolare, dichiarato omaggio alla femminilità. Prodotto dallo stesso Vasco e dal ritrovato Guido Elmi, con le eccezioni Sally e Marea che vedono il nostro affiancato da Celso Valli, si avvale del mestiere di turnisti di primissimo livello: Vinnie Colaiuta alla batteria; Randy Jackson al basso; Mike Landau, Stef Burns, Andrea Braido, Paolo Gianolio e Steve Farris alle chitarre. Nell’album, due brani fondono più che mai il privato e il pubblico di Vasco. Benvenuto è un augurio nel quale Vasco presenta a Luca quello che la vita gli proporrà negli anni a venire. Tanto per non smentirsi, Vasco non vende a suo figlio l’illusione di una vita di grandi sogni, ma rimane ancorato alla realtà, con disincanto. C’è quasi una punta di pentimento, per averlo portato in un posto poco piacevole come il mondo, un amaro benvenuto. Altra canzone che tocca Vasco nel privato è Gli angeli, brano in cui un Vasco quanto mai malinconico ci parla della morte, ispirato dalla scomparsa del suo amico manager Maurizio Lolli. La canzone sarà accompagnata da un video magistrale di Roman Polanski, poi presentato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia, il 2 settembre del 1996. L’album è tutto un susseguirsi di canzoni entrate di diritto nell’immaginario vaschiano. Davvero un must. Dal rockettone “contro” di Mi si escludeva, canzone che descrive alla perfezione il concetto di divisione tra noi e loro, e con un finale davvero esplicito: «Tocca i miei giochi e tutto quanto andrà a farsi fottere! E avanti così e poi comincia la guerra?!», a quel gioiello di Sally, ennesima figura femminile entrata di diritto nel novero delle più riuscite. Una canzone, va detto, che ci dice chiaramente come Vasco veda la vita in questo momento: la morale di questa storia, il messaggio universale che esce dal particolare della storia di Sally, come Jenny e forse Albachiara un po’ pazza, è che nel vivere ci si deve sentire un po’ male. Il 27 settembre del 1996 Vasco tiene un concerto gratuito a Palermo. Accorrono all’evento 220.000 spettatori, record per il Sud Italia, battuto dallo stesso Vasco nel 2004, con gli oltre 400.000 presenti al concerto di Catanzaro. Record scaccia record, sembra volerci dire. Avrà poi modo di superarsi ancora una volta. La band che lo accompagna per la prima tranche dei concerti è formata da Stef Burns alla chitarra solista, già assoldato per Rock sotto l’assedio. Riva alla ritmica e Nando Bonini alla acustica. Poi Deen Castronovo alla batteria, primo di una serie di grandi tur- nisti americani assoldati per le pelli; Golinelli al basso, Rocchetti alle tastiere, Innesto ai fiati e la new entry Clara Moroni, ai tempi alla guida dei Black Cars, ai cori. Nella fase europea del 1997, Stef Burns verrà sostituito momentaneamente da Teddy Castellucci, e Golinelli da Davide Romani. (continua..) Dal Libro Ufficiale: VASCO - DA ROCKER A ROCKSTAR

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    vascorossi
    1 novembre 2017

    a quattro mesi.. la Festa continua !!

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    vascorossi
    30 ottobre 2017

    L'Ora di ..Storia..!! Il 9 giugno del 1994 l’organo ufficiale del fan club di Vasco, il Blasco, regala ai suoi iscritti un singolo inedito: Senza parole. Vasco è ormai un uomo maturo, che conduce una vita piena di impegni professionali, in studio o in tour, ma che ha anche una vita privata, in compagnia di Laura e di Luca, lontano dai riflettori. Questa è una sua caratteristica unica, Vasco non lo si vede mai nei luoghi dove in genere si incontrano i cantanti o gli uomini di spettacolo, nei locali, nei salotti, né lo si vede quasi mai nei programmi tv dedicati alla musica. Non lo si vede proprio, nonostante sia ben visibile. Non lo si vede perché non c’è, non ci va. Non ne ha bisogno, e non ci si riconosce. Gli eccessi degli anni Ottanta sono definitivamente archiviati, a vantaggio di una per lui inedita tranquillità e di un maggiore impegno professionale, il rigore cui faceva riferimento, ora che è la rockstar per antonomasia. Proprio in quel periodo, quando Vasco era diventato padre, anche i suoi collaboratori storici di un tempo, da Tullio Ferro, che era sempre rimasto al suo fianco, al ritrovato Riva, avevano in qualche modo messo su famiglia, chi rimettendosi con l’ex moglie, chi convivendo col gatto della fidanzata. Avevano una vita più regolare, che difficilmente permetteva loro certe libertà artistiche e creative del passato. Così Vasco sente la necessità di ricreare un po’ quell’alchimia che aveva permesso in passato di tirare fuori tante belle canzoni. Per questo decide che per tre, quattro giorni la settimana lui, Riva e Ferro si trasferiranno a Villa Condulmer, di proprietà di Enrico Monti. Il primo giorno, appena arrivati, Ferro chiede: «E adesso cosa facciamo?», domanda lecita a cui Vasco risponde: «Qualcosa faremo, aspettiamo e vediamo». In effetti, faranno parecchio, e bene. I tre insieme formano una vera e propria squadra, perfetta. Si stimo- lano a vicenda, si ispirano, uno di fronte all’altro danno il meglio di loro, o quantomeno tirano fuori idee che altrimenti, c’è da scommetterci, sarebbero rimaste incompiute. Vasco, Ferro e Riva, passano lì, isolati dal resto del mondo, qualche giorno a settimana; poi, nel weekend, tornano tutti a casa, dalle rispettive famiglie. Nascono così alcune delle perle di quegli anni, da ...Stupendo a Vivere a Quanti anni hai (e altri capolavori degli anni Novanta). Dal Libro Ufficiale: VASCO - DA ROCKER A ROCKSTAR

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    vascorossi
    27 ottobre 2017

    Arriva la tempesta perfetta !! “Provate a pensarle, duecentoventicinquemila persone. Poi provate a portarle “Fuori Modena, Modena Park”. E fatele cantare, ballare, emozionarsi, godere per tre ore e mezza di musica e parole. Provateci. Vasco Rossi lo ha fatto il primo luglio 2017, iscrivendo il suo nome e il nome di Modena nel Guinness dei primati: il più grande concerto di sempre.Il libro racconta una impresa epica, leggendaria, unica e irripetibile, quella volta che Vasco Rossi ha radunato il suo popolo e gliele ha cantate tutte, ma proprio tutte” Parola di Monina..e noi gli crediamo MICHELE MONINA lo ha scritto di getto, dall’alba del 1 luglio ..al tramonto, dopo aver vissuto l’Evento in tutte le sue fasi, prima durante e dopo; vivendo tutti i passaggi per arrivare ai 3 pit, dall’arrivo alla stazione ai controlli…Tutto Modena Park minuto per minuto dalla notte in cui sono stati aperti i cancelli fino allo svuotamento totale… https://www.vascorossi.net/it/news/da-sabato-28-ottobre-in-edicola-paper-first/il-fatto-01-07-2017-vasco-mondiale-al-modena-park-la-tempesta-perfetta/16-34290.html#.WfNbB4Zx0UE

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    vascorossi
    25 ottobre 2017

    Klippi..!!..d'Autore Sull'Incontro..!! By Pepsy Romanoff

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    vascorossi
    22 ottobre 2017

    ESCLUSIVOO Un estratto dall’incontro…. Come dirà Vasco nel corso dell’Incontro, a proposito di Modena Park: “ Un evento tutto made in Italy” , a partire dalla società nuova e innovativa, con sede a Bologna, che ne ha distribuito in esclusiva i biglietti (VivaTicket) fino alla scelta di Modena Capitale Mondiale del Rock per una indimenticabile , magica notte. “A dirla tutta - dice Vasco – “le due persone che hanno rischiato di più in questa straordinaria avventura, siamo stati: il Sindaco Muzzarelli, mio fan tra l’altro, che si è preso la responsabilità nei confronti della sua città..e se qualcosa andava storto, gli toccava …cambiare mestiere..E io, beh io avrei dovuto restare molto molto lontano da Modena!” Un’emozione e una gioia “incontenibili” per Vasco che ha voglia di ritrovarli, di rivederli. Tutto gli torna a galla di nuovo.., il ricordo di quel che è successo prima, durante e “dopo” Modena Park è talmente vivo ancora che non vedeva l’ora di parlare , di raccontare un po’ Il dietro le quinte dello straordinario evento. “Ho cantato per 1 mese tutti i giorni per 3 ore e mezza, volevo salire sul palco: Bello fresco come una rosa. Tranquillo. Preparato. Morbido, Solido e..Solito! Pronto per farvi divertire ..per delle ore per delle ore..” Il mio compito è quello di farvi divertire, di portarvi un po’ di gioia. …A quello devo pensare io. Vi risparmio gli allenamenti, l’elicottero e la guerra all’aria condizionata ! ”Un’impressione straordinaria dall’alto,.. vedere tutta quella gente..Tutta quella gente..radunata insieme non l’avevo vista mai…un’emozione che non si puo’ spiegare qui. Volevo salire sul palco da solo, senza strumenti niente..nudo alla mèta..E volevo riuscire a partire secco con quel…”eh, ho perso un’altra occasione buona stasera…!” Eh..Modena Park, 40 anni di canzoni! In avvenimento Unico et Irripetibile Non si ripetera’ mai piu’! L’anno prossimo procediamo per stadi dove tutto sarà chiaro, si sa dove si entra e si sa dove si esce.”. Emozione gioia e riconoscenza da parte dei fan che ..lo rivedono anzi ce lo hanno lì, vicino vicino Che racconta loro un sacco di cose ..che si porteranno a casa , conservando per sempre il ricordo di quel mercoledi di straordinaria emozione ed energia. Parte dall’inizio Vasco, esattamente da un anno fa, quando sono iniziati i lavori per il progetto Modena Park, una grande festa e un concerto Unico et irripetibile della Storia. La sua principale preoccupazione era il concerto, la scaletta: “Ci doveva stare questa, quella.. E poi quante farne e quali? Quanto doveva durare? A un certo punto ho anche pensato che potevamo chiamarlo il concerto delle canzoni mancanti.. Alla fine abbiamo scelto quelle che le rappresentano un po’ tutte. Siamo partiti dagli anni 80 poi i 90, infine i 2000.….Con questa storia qua, mi sono ritrovato di fronte a quello che ero, mi sono confrontato con me, non ero più quello lì..piano piano però , mi sono riconosciuto, ritrovato, recuperato e.. Sono tornato su “completo”: un concentrato naturale, sono un po’ quello e un po’ questo. E’ stata per me come una seduta psicanalitica, mi sono ripreso in mano la mia storia umana e tutta la mia storia artistica. Un bel viaggio. Pronti per cominciarne un altro. “Ecco, mi piace dire che: Ce la farete tutti. Perché così, realizzerete i vostri sogni, o forse no, ne realizzerete una parte o vi accontenterete. Non importa, ce la farete tutti” “Ho cominciato a fare sul serio questo mestiere quando ho cominciato a fare concerti. Prima facevo un po’ per scherzo poi è diventata una vera e propria sfida. Dovevo farli divertire anche se non sapevano chi ero.. Adesso ho voglia di andare in giro a cantare..” Prima di iniziare l’incontro Vasco dedica un applauso per Guido Elmi, il suo produttore storico scomparso il 31 luglio scorso. E’ con Guido Elmi che la scaletta è stata concepita piò o meno a ottobre di un anno fa. “Gli unici due pezzi che avevo in mente di fare e ..che anzi non vedevo l’ora di fare ..erano “Ieri ho sgozzato mio figlio” e, naturalmente, “Colpa d’Alfredo” tanto per partire. Anche Un mondo migliore, lo prevedevo per il finale.” A proposito di Parco Enzo Ferrari, uno dei parchi cittadini più grandi d’Europa: “ Potevamo arrivare anche a 300.000 ..Ci siamo fermati a 220.000 in base alla capienza e al buon senso di volerceli fare stare tutti comodi e di farli divertire. “ “dopo il primo momento di sbornia per ..180.000 biglietti venduti in 1 pomeriggio.. ci siamo chiesti ma come arriveranno tutti? E a che ora?..Saranno tutti dentro per le nove? Era da un po’ che qualcosa remava contro, tutto era contro e tutti contro. Invidiosi e male lingue mettevano in dubbio che saremmo m ai riusciti a “organizzare” bene il tutto. Alla fine è stata una festa straordinaria dove tutto è andato alla perfezione!! Non un filo fuoriposto..La tempesta perfetta.. Ed E’ grazie a voi che tutto è andato bene!! Grazie a voi, alla vostra pazienza, alla vostra coscienza, alla vostra serietà…guarda te noi che dovremmo essere gli sconvolti..siamo poi quelli che si comportano meglio di tutti.. E’ grazie a voi, che siete i più belli, se una città come Modena che ne fa 180.000 di abitanti.. quel giorno lì vi ha accolti 220.000. Diventando Modena Caput Mundi del Rock per una notte e ai modenesi l’Oscar della Pazienza. “Quando sono arrivato a Modena per le prove sul palco..era così lungo che mi ci voleva la bicicletta..” A proposito di “ospiti” sul palco: “Dovevano essere quelli lì, non potevano essere altro che quelli lì: Gaetano Curreri il mio primo produttore, lo scopritore di Vasco Rossi..senza di lui non so se avrei cominciato questo mestiere; Maurizio Solieri, la chitarra storica degli anni 80 e Andrea Braido, il chitarrista degli anni 90. erano TRE in rappresentanza di tutti gli altri “Ho cominciato a scrivere canzoni pensando fossero per una nicchia, non avrei mai immaginato di incontrare invece cosi tanta gente che condivide le mie sensazioni e comprende le mie canzoni. “Non ho mai scritto canzoni per piacere o compiacere. Scrivo perché devo comunicare certe cose. Se le capisci bene se no, pazienza a me non interessa. Anzi se qualcuno mi dice che on gli piacciono le mie canzoni, mi dà lo stesso fastidio che se mi dicesse che non gli piace la mia macchina..!” Per finire…Alla domanda..”ma tu dormi prima di un concerto?”, Vasco risponde ridendo: Oh, sì certo che dormo. Devo dormire. Anche fino a tardi per essere ben sveglio la sera. Una volta..non dormivo mai.. By T.Sachs

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    vascorossi
    19 ottobre 2017

    inAnteprimaEsclusivasolo x Voi... Klippi d'autore dal Settimo incontro, e Primo "ravvicinato" con il Fans Club ...dopo Modena Park !! By PepsyRomanoff

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    vascorossi
    15 ottobre 2017

    “Quindi facciamo la band e andiamo a fare questi concerti. A un certo punto, finita la tournée (noi ci eravamo fermati), sento dire che Braido era andato a suonare con Zucchero, senza dirmelo, senza avvisarmi. Perché funzionava anche così, Zucchero vedeva i migliori e se li prendeva. Ma Braido me l’ero inventato io, quando l’ho preso nella band suonava nei locali, e di colpo si è ritrovato a San Siro, negli stadi, l'avevo fatto diventare il Chitarrista di Vasco Rossi e lui era andato a fare il turnista con Zucchero ? non mi immaginavo che anche lui si comportasse così. Nel frattempo c’era sempre Solieri, che incontravo praticamente tutte le sere, per locali, e tutte le sere mi chiedeva di tornare a suonare con me. Allora dico: «Visto che avete tutti e due quella testa lì, siete due “fenomeni”, vi metto sul palco insieme e faccio la sfida delle chitarre», perché così era bello per lo show. Io per lo show faccio tutto, metto da parte anche queste faccende. Era rientrato con quello spirito lì. Comunque, tornando a quel punto, mettendo ancora una volta da parte l’amor proprio e col solo fine di portare a casa il migliore spettacolo possibile, perché quello è sempre stato il mio chiodo fisso, ho deciso di far finta di niente, li ho tenuti entrambi nella band e ho lasciato che facessero i fenomeni anche sul palco, che si sfidassero a colpi di assoli. Perché lo sai che i chitarristi hanno tutti un carattere particolare, sono tutti egoriferiti. Stanno lì che fanno gli assoli, o fanno finta di farli guadagnando la scena mentre li stanno facendo altri. Per questo gli ho detto: «Fate una bella sfida delle chitarre, così ci divertiamo tutti».� Nel 1991 poi succede questo. Era il periodo in cui avevo fatto Liberi liberi da solo, avevo fatto Fronte del palco, e dovevo trovare un produttore. Perché non volevo fare tutto io, io devo cantare, non fare il produttore.�Con Lolli (divenuto nel frattempo il mio manager) si ragiona su qualche nome, e alla fine quello giusto era ancora Guido Elmi, che aveva finito le sue storie, non proprio un successone, ed era a casa. Con lui già avevo lavorato, e fino a un certo punto tutto era filato alla perfezione. Bastava solo ripartire con di nuovo in mente i ruoli precisi, senza ambiguità. Del resto era chiaro che in solitaria le cose non gli erano andate molto bene. Andiamo a trovarlo con Lolli e ci parliamo. Chiariamo i ruoli, perché quello era importante, fondamentale. Gli dico: «Tu mi aiuti a organizzare le cose, a fare i dischi, ma sono io a decidere le canzoni». Una questione di ruoli, appunto. Lì, con me e Lolli di fronte, lui si commosse parecchio e tornò a fare il mio alter ego. Come era stato negli anni Ottanta. Lui mi diceva un sacco di cose importanti. Mi diceva anche come dovevo stare sul palco, tipo: «Non puoi stare sul palco coi jeans: se sei un rocker, servono vestiti da matto, come i calzoni gialli». Ha un buon senso estetico, e anche a livello di costruzione dei dischi è unico, sa trattare coi musicisti, sa scegliere le persone giuste. È un genio, nel suo genere. Quindi riparte la situazione con Guido e allo stesso tempo comincio ad andare io in America per fare gli album. Invece di far venire i musicisti dall’America, che erano tutti contenti (da Vinnie Colaiuta agli altri, erano tutti contentissimi: venivano, mangiavano da dio, stavano bene), ho detto: «Basta, adesso voglio andare lì io. Vado io a divertirmi». Quindi vado a Los Angeles a fare i dischi. E lì incontro Stef Burns, per la prima volta, e sento la stessa emozione di quando avevo sentito le prime volte suonare Solieri. Anzi, pure emozioni più forti. Stef è diventato il mio chitarrista. Dopo la sfida dei due chitarristi, prendo Stef, e a quel punto riprendo a bordo Massimo, il chitarrista ritmico storico della mia band perfetto, insieme a Stef ! Io per la band ho sacrificato tutto. Anche il mio orgoglio. Per lo spettacolo sono passato sopra a tutto. " L'Ora di Storia (continua..) Dal Libro Ufficiale: VASCO - DA ROCKER A ROCKSTAR

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    vascorossi
    13 ottobre 2017

    Un’interessante e curiosa chiacchierata tra Don Ciotti e Vasco Rossi, il “don” e il “rocker”, due amici che si incontrano in tv: “Quando don Ciotti me lo ha chiesto, ho detto subito di sì. Perché con Luigi Ciotti tutto è possibile e.. con lui soltanto!”. I due si conoscono da tempo, nel 2004 Vasco aveva presentato l’album Buoni o Cattivi a Torino, presso la sede del Gruppo Abele. Proprio dalle canzoni di Vasco Don Ciotti trae spunto per le sue domande: i due parleranno di emarginazione e di immigrazione (“Mi si escludeva”), di pregiudizi e intolleranza (“Buoni o Cattivi”), di libertà, di vite spericolate e, perché no?, anche della loro differente visione dell’aldilà. E di fede attraverso l’ironia della canzone “Manifesto futurista” che parla dell’uomo che deve contare solo su stesso e non più su una divinità. Vasco ha sposato la teoria darwiniana per cui tutto è un caso, la vita è un caso ma non per questo vale di meno. Don Ciotti lo ascolta e, a sua volta, cita Papa Francesco che ha detto : “Meglio un non credente che un credente ipocrita”. E alla fine sono entrambi d’accordo che tutti possono avere una fede, nessuno può o deve imporla. Nei 20 minuti di intervista, (che andrà in onda sabato 14 ottobre su Rai1 alle 17.30) c’è spazio per parlare anche di diritti e doveri, di ius soli e delle battaglie per il diritto alla dignità delle persone. T.Sachs

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Il cantautore di Zocca rappresenta uno dei più sensazionali fenomeni rock italiano degli ultimi decenni.

Vasco Rossi è uno dei più importanti e più noti cantautori italiani. Nato a Zocca il 7 febbraio del 1952, è diventato l'icona rock delle ultime generazioni, simbolo della trasgressione e della ribellione ai valori standard della società. Più di 35 milioni di copie vendute per una carriera straordinaria dove il 'Blasco' o il 'Komandante', come viene simpaticamente soprannominato da milioni di fans, ha rappresentato uno dei fenomeni musicali più importanti degli ultimi decenni.

Il primo album realizzato in studio risale al 1978 e si intitola '...Ma cosa vuoi che sia una canzone', un esordio musicale che non venne preso molto in considerazione dalla critica, collocato all'interno di un periodo in cui la musica straniera e in particolare la cosiddetta 'Disco Music' la faceva da padrone.

Nel 1979, però, Vasco Rossi inizia sul serio a farsi conoscere dalla platea musicale grazie al secondo LP, intitolato 'Non siamo mica gli americani', al quale collaborano musicisti straordinari come Gaetano Curreri, leader degli 'Stadio', Massimo Riva e Maurizio Solieri. Un brano, in particolare, colpisce per la sua melodia incredibilmente romantica, mischiata a delle improvvise e inusuali (per quell'epoca) note rock: si tratta di 'Albachiara', quella che poi rimane una delle più belle canzoni mai scritte da Vasco Rossi.

Da quel momento in poi il cantautore bolognese entra a pieno titolo come protagonista della musica rock italiana: 'Colpa D'Alfredo', 'Siamo solo noi', 'Vado al massimo' (con la prima contestatissima partecipazione al Festival di Sanremo) seguita l'anno successivo dal bis con 'Vita spericolata' e l'album 'Bollicine'. Gli anni ottanta consacrano definitivamente Vasco Rossi come il più grande rocker italiano: 'Cosa succede in città' e 'C'è chi dice no' restano per molte settimane ai primi posti delle classifiche.

Negli anni novanta e agli inizi del duemila, la produzione discografica del 'Blasco' subisce un rallentamento, anche se la qualità rimane inalterata. Di certo, Vasco Rossi è uno dei personaggi più rilevanti, anche a livello mediatico, che la storia della musica italiana ci abbia mai offerto. Il 1 luglio del 2017 il Blasco segna il record mondiale di spettatori ad un evento musicale, radunando a Modena, al parco Enzo Ferrari, ben duecentoventicinque mila spettatori, superando il precedente record degli A-Ha, che a Rio De Janeiro riunirono centonovanta mila persone.