Il Consiglio europeo ha approvato il 10 giugno la proposta “Corepel-Geneval”, che prevedrebbe più controlli sulla vendita di armi, soprattutto in Belgio e soprattutto alla luce degli ultimi attentati di Parigi e Bruxelles.

Nel frattempo, negli Stati Uniti, la Cnn riferisce che dopo 14 ore di discussioni, i senatori democratici hanno votato per una proposta di riforma nell’ennesimo tentativo di regolamentare la vendita di armi da fuoco. In particolare, si parla degli Ar15 e di tutti quei fucili automatici che permettono anche a uno scimpanzé di sparare tra i 45 e i 60 colpi al minuto.

Come comprare una pistola in tre giorni

Una reporter di France24 si è spacciata per una cliente ed è entrata in un negozio di armi, a Orlando, esattamente il pomeriggio dopo la strage del Pulse, il locale gay in cui il 12 giugno Omar Mateen ha ucciso 49 persone e ferito altre 53 proprio con un Ar15.

Alla domanda della reporter di comprare un’arma, il commesso ha chiesto a sua volta di esibire una fotografia, quella della patente ad esempio, e di riempire un formulario per lo Stato della Florida. Dopo tre giorni la pistola è arrivata. Il questionario da riempire servirebbe a controllare la fedina penale, ma ciò non spiega come mai Mateen, che aveva già subito controlli dell’Fbi nel 2013, ha comprato una di queste armi qualche giorno prima di compiere quella carneficina.

France24 ha sfruttato la disponibilità del proprietario dell’armeria, per chiedergli le sue impressioni sulle reazioni della gente dopo le stragi e il loro approccio in generale all’acquisto di armi da fuoco. A dire del proprietario – ma c’è da considerare che ognuno tira acqua al suo mulino – la tendenza degli americani di avere una pistola o un fucile in casa è sempre più grande e tende ad accentuarsi soprattutto dopo gli attentati come quello di Orlando, tanto imprevedibili quanto orribili. “Dopo aver ascoltato i discorsi di Obama sulla necessità di regolamentare il commercio di armi – dice il negoziante – la gente ha ancora più paura di non riuscire a difendere la propria famiglia”.

Quando le armi affascinano

La National Rifle Association, la maggiore lobby interessata alla vendita e alla distribuzione di armi e materiale di morte di vario genere, ha qualcosa a che fare con le difficoltà di estirpare quest’insana abitudine radicata nella cultura violenta, non solo americana, ma di gran parte dei paesi occidentali.

Il II° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America sancisce il diritto di possedere armi. A febbraio, nell’Iowa, è stato addirittura proposto di estendere questo diritto anche ai bambini. Ciò significa che prima di chiederci dove vanno a finire gli immensi ricavati del commercio delle armi, dobbiamo chiederci come mai un attentatore si eccita tanto alla vista delle canne e delle pallottole. Chi ha infuso nella mente di Mateen questo fascino per degli oggetti nati per togliere la vita ad altri esseri umani.

La follia omicida e il fanatismo, comunque, sono difficili da gestire anche in paesi in cui non è così permesso vendere armi militari a milioni di persone comuni. In Inghilterra, la legge in materia di porto d’armi sono molto rigide.  Secondo il Southern Poverty Law Center, Thomas Mair, l’aggressore che ieri ha sparato e ucciso la laburista Jo Cox davanti a una piccola libreria del Leeds, era in grado di fabbricarsi da solo una pistola seguendo le istruzioni ricevute da National Alliance, un’organizzazione neo-Nazista degli Stati Uniti, che nel 1999 gli avrebbe inviato un manuale di “istruzioni”. #Barack Obama #Esteri