Il duplice servizio delle Iene sulla natura di alcuni circoli affiliati Anddos, associazione destinataria di oltre 50mila euro di finanziamento pubblico ha scatenato un polverone, immediatamente cavalcato dalla galassia di associazioni ultracattoliche che si oppongono all'aborto e alla concessione di diritti civili alla comunità Lgbt. Il servizio delle Iene è di quelli che fanno balzare sulla sedia. In un momento di profonda crisi pensare che lo stato finanzi un locale che dietro al paravento dell'associazionismo organizza incontri piccanti con annesso mercato della prostituzione è qualcosa di inaccettabile. Ma le cose stanno veramente così? Cerchiamo di chiarire alcuni aspetti che il servizio di Filippo Roma non ha spiegato in modo esaustivo.

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Cosa è Anddos

Anddos, abbreviazione di "Associazione Nazionale Contro le Discriminazioni Da Orientamento Sessuale" non è un locale, ma una associazione alla quale possono a loro volta aderire circoli di varia natura che ne condividono lo spirito e le finalità. In alcuni di questi circoli sono presenti l'ormai celebre "glory hall" e stanze dove adulti consenzienti hanno rapporti tra di loro. Ma i finanziamenti ovviamente non erano destinati a questo tipo di locali. #unar infatti non finanzia le associazioni, ma precisi progetti da queste presentati.

I circoli affiliati

Un altro aspetto che merita di essere chiarito è che Anddos non guadagna dalle attività dei circoli che si affiliano. L'unica entrata di Anddos è una parte del corrispettivo pagato per tesserarsi, soldi che finiscono nel bilancio dell'associazione nazionale, che li utilizza per finalità sociali.

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Con una rapida ricerca su Google è possibile scoprire che l'associazione ogni anno distribuisce decine di migliaia di profilattici, organizza eventi informativi e offre supporto e assistenza alle vittime di discriminazioni.

I locali "particolari"

Alcuni circoli mettono a disposizione dei soci "dark room" dove praticare rapporti, anche di gruppo. Locali di questo tipo esistono anche nella variante eterosessuale, i "club privè". In tutti questi locali la prostituzione è illegale, e generalmente i gestori cercano di reprimere il fenomeno qualora dovesse presentarsi il problema, vista la natura particolare di questi locali. Chi gestisce i locali sa bene che nel caso che le forze dell'ordine scoprano giri di questo tipo si troverebbero a fare i conti con pesanti imputazioni.

Nella ipotesi che uno dei circoli contravvenisse alle regole, la eventuale responsabilità sarebbe da addebitare unicamente ai gestori del circolo in questione, e non a tutta la Anddos. A livello organizzativo questa associazione non è diversa da associazioni sportive o ricretarive, come i diffusi circoli Arci o Acli, che gestiscono "case del popolo" e sale ricreative riservate ai soci un po' in tutta Italia.

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Se chi gestisce uno dei suddetti circoli si mettesse a spacciare droghe, potremmo forse accusare l'intera associazione a cui sono affiliati circoli di tutta Italia che rispettano le leggi?

Attenzione alle strumentalizzazioni

La vicenda ed il servizio delle Iene sono stati strumentalizzati dalle organizzazioni di estrema destra e da quelle cattointegraliste, che si sono impegnate per fare passare il messaggio che "il finanziamento fosse destinato ai circoli dove si praticano le peggiori perversioni", mentre invece non è assolutamente così. C'è chi è arrivato persino ad invocare la chiusura dell'Unar, ed il governo forse per timore di perdere consensi ha sospeso il finanziamento stanziato per progetti di aiuto ed inclusione sociale rivolti alle vittime di discriminazioni, non solo Lgbt.

Un altro messaggio fuorviante che qualcuno vorrebbe far passare è associare l'omosessualità a quel tipo di locali, come se tutti i gay frequentassero le "glory hall". Questo tipo di locali esiste anche in versione etero, e sono frequentati da una minoranza di persone, a prescindere dall'orientamento. Per capirsi, locali di questo tipo non sono una prerogativa del mondo omosessuale.